La minoranza del Comune di Santa Cesarea Terme sdegnata per l’assenza dell’amministrazione comunale e della proprietà delle Terme s.p.a. all’incontro convocato per porre rimedio alla precarietà dei lavoratori
“Un’ assemblea ‘deserta’ e il silenzio assordante delle istituzioni. Si è consumato così l’ultimo incontro che avrebbe dovuto tracciare il futuro dei lavoratori delle Terme s.p.a. e, soprattutto, dare risposte a chi da troppo tempo vive nell’incertezza”. Sono forti i toni del comunicato stampa con i quali i consiglieri di minoranza Emanuele Pispico e Salvatore Cazzato denunciano la mancata partecipazione di istituzioni e proprietà dell’azienda termale cesarina all’incontro che avrebbe dovuto chiarire il futuro dei lavoratori.
I rappresentanti dell’opposizione “denunciano con forza la totale e ingiustificabile mancata partecipazione delle parti politiche coinvolte, parlando di un vero e proprio abbandono del territorio e della sua forza motrice. Siamo di fronte a un insostenibile dramma umano che colpisce numerose famiglie: lavoratori che da cinque mesi non ricevono lo stipendio. Nonostante continuino a garantire la tenuta delle attività con assoluta dedizione, il prezzo da pagare è il silenzio della politica. Si tratta di una vergogna intollerabile per il nostro territorio, un’emergenza sociale davanti alla quale il Comune sta offrendo uno spettacolo desolante”.
“È inaccettabile -continuano Pispico e Cazzato- chiedere ulteriori sacrifici a padri e madri di famiglia che non vedono lo stipendio da quasi mezzo anno. Ciò che ferisce di più è l’indifferenza glaciale dell’Amministrazione comunale e del primo cittadino. Di fronte a concittadini disperati e senza entrate, il sindaco preferisce non esporsi, trincerandosi dietro a un immobilismo che sa di vera e propria abdicazione dal proprio ruolo di guida e custode della comunità”.
Per il gruppo di opposizione, non si può più rimandare il confronto e chiedono l’intervento dei soci maggioritari, Comune e Regione, e di tutti gli attori coinvolti: “La proposta sul tavolo è chiara: affrontare la crisi alla radice, valutando senza indugi una ricapitalizzazione aziendale in grado di sbloccare le risorse necessarie. Non è infatti più tollerabile che questo grave peso ricada sulle spalle dei dipendenti, dei cittadini e sul buon nome di Santa Cesarea Terme”.
Riguardo la gestione interna, invece, i rappresentanti del gruppo “Guarda Oltre” contestano l’atteggiamento dei vertici della società: “Il Presidente delle Terme, il Dott. Anselmi, non può continuare a scaricare la colpa sulla mancata erogazione dei 600mila euro da parte della Regione Puglia. Se quei fondi non sono stati approvati nell’ultimo bilancio di esercizio del 2025, c’è un motivo valido e concreto: bisogna assumersene la responsabilità politica e gestionale”.
Pispico e Cazzato evidenziano poi un paradosso: “Oggi il Presidente Anselmi invoca l’aiuto degli Enti preposti, dimenticando che si tratta degli stessi identici politici che lo hanno nominato, che lui ha sostenuto e che ha spinto gli stessi dipendenti a votare. Quegli stessi referenti che ora, davanti al dramma dei lavoratori, fanno clamorosamente orecchie da mercante”.
I due consiglieri, infine, annunciano di essersi attivati per accelerare sull’intera questione: “Abbiamo formalmente depositato l’istanza per un Consiglio Comunale straordinario e urgente incentrato anche su questa emergenza. Anche noi, esattamente come i lavoratori, siamo in attesa che la data venga fissata. Vogliamo risposte e trasparenza. I lavoratori non sono e non saranno mai lasciati soli. Continueremo a lottare al loro fianco in ogni sede possibile, anche andando a Bari, finché non sarà restituita loro la dignità che meritano”.


