Il Colonnello originario di Guagnano ha migliorato il primato dei 200 metri, categoria T72, al Grand Prix di Nottwil
Continua a brillare la stella di Carlo Calcagni nello sport paralimpico. Dopo aver macinato successi nel ciclismo, non solo a livello paralimpico, il Colonnello del Ruolo d’Onore salentino (paracadutista e pilota di elicotteri) da alcuni anni ha scelto di dedicarsi all’atletica, continuando a collezionare trionfi e record.
Gli ultimi in ordine di tempo risalgono a ieri, 21 maggio, in occasione della prima giornata di gare del Grand Prix di Nottwil (Svizzera), quarta tappa del World Para Athletics. Calcagni si è imposto nei 200 metri, categoria T72, con il tempo di 29.32 secondi, abbassando di oltre un secondo il record mondiale che già gli apparteneva.
L’ufficiale dell’Esercito Italiano e atleta salentina ha raccontato alla Fispes (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali) le sue emozioni dopo aver tagliato il traguardo: “Appena mi è stato consegnato il pettorale ho detto che il mio obiettivo per la gara era correre in 30 secondi e il mio stimolo era ovviamente il mio record del mondo di 30.41, perché la sfida è sempre quella di migliorare se stessi. Oggi partivo nella condizione peggiore, perché gareggiavo in prima corsia, ma questo mi ha motivato a spingere ancora di più. Il risultato di oggi non è solo mio, ma anche dei miei tecnici con cui abbiamo lavorato bene”.
Dietro ogni sua vittoria, però, c’è sempre molto di più del risultato sportivo ed è lo stesso Calcagni a ribadirlo attraverso i suoi canali social: “29″32 .Un numero?! Solo un numero per chi guarda una classifica. Per me è una storia. È la storia di un uomo che molte volte è stato dato per sconfitto. Di una persona che ha imparato a convivere con il dolore senza permettergli di diventare il padrone della propria vita. Di un Atleta che continua a presentarsi sulla linea di partenza quando avrebbe mille motivi per fermarsi. Oggi, al Grand Prix Internazionale di Nottwil, con 58 nazioni partecipanti, ho vinto i 200 metri T72 stabilendo il nuovo Record del Mondo. Ma la vittoria più grande non è il record. La vittoria più grande sono le emozioni vissute metro dopo metro”
“Avevo fatto una promessa -prosegue Calcagni-. L’ho mantenuta. Ed ora questa gioia immensa va condivisa, perché le vittorie più belle non appartengono mai ad una sola persona. Questo record è della mia famiglia, di chi mi sostiene ogni giorno, dei miei allenatori, dei miei compagni di squadra, di chi crede in me, di chi continua a lottare contro una malattia, di chi sta affrontando una battaglia che sembra impossibile. A tutti loro voglio dire una cosa: non permettete, mai, a qualcuno di stabilire quali siano i vostri limiti. I limiti esistono per essere superati. Le difficoltà per essere affrontate. Le cadute per insegnarci come rialzarci. Se oggi questo Record del Mondo può avere un significato, allora vorrei che fosse questo: non smettete, mai, di credere che il meglio debba ancora arrivare. Io continuo a correre. Non contro gli avversari. Ma a favore della vita. Mai arrendersi, nonostante tutto e tutti, costi quel che costi”


