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Atletica Paralimpica, Calcagni fa tre su tre al Grand Prix di Nottwil

Dopo i 200 metri, il Colonnello del Ruolo d’Onore e “Vittima del Dovere” si è imposto anche nei 400 metri e nei 100 metri, distanza nella quale ha stabilito un nuovo record del mondo

Si sono conclusi con un trionfo completo i tre giorni del Grand Prix di Nottwil per Carlo Calcagni. Dopo la vittoria nei 200 metri (corredato da un nuovo primato mondiale), il Colonello originario di Guagnano ha dominato anche le distanze dei 400 e dei 100 metri, categoria T72.

Nella giornata di ieri, Carlo Calcagni si è imposto nella distanza più lunga, completando il giro di pista con il tempo di 1:00.40 (un minuto e 40 centesimi). Questa mattina, invece, l’atleta e ufficiale dell’Esercito Italiano ha messo la ciliegina sulla torta: non solo ha dominato i 100 metri, ma lo fatto infrangendo un nuovo record del mondo, coprendo la distanza con il tempo di 14″61.

Ennesimo trionfo per il 56enne salentino, formalmente riconosciuto come “Vittima del Dovere” a causa delle gravissime patologie multiorgano contratte durante il servizio prestato in Bosnia nel 1996. E come dopo ogni vittoria, Calcagni trova sempre un significato che va “oltre”: “Il numero perfetto? Il tre. Tre giorni di gare. Tre gare disputate. Tre vittorie conquistate. E forse non è soltanto una coincidenza che oggi, nella gara dei 100 metri, sia partito proprio dalla terza corsia. È lì che si è costruita la terza vittoria, impreziosita da un nuovo record del mondo T72 con il tempo di 14″61. Dopo il record del mondo nei 200 metri, 29″ 32, arriva così il secondo record mondiale realizzato sulla pista di Nottwil in questi tre intensi giorni del Grand Prix Internazionale. Il tre è spesso considerato il numero perfetto. Oggi lo è stato davvero: tre gare, tre vittorie, due record del mondo e un’altra emozione che porterò nel cuore”.

“Dietro questi risultati non ci sono scorciatoie -prosegue Calcagni- ci sono sacrifici quotidiani, allenamenti, rinunce, sofferenze, momenti difficili e la scelta di continuare a crederci anche quando tutto sembra remare contro. Ogni traguardo raggiunto è il frutto di un lavoro silenzioso che dura anni e che si costruisce giorno dopo giorno, senza mai perdere di vista l’obiettivo. Per questo il significato di queste vittorie va ben oltre il cronometro, una medaglia o un record del mondo. Sono la dimostrazione concreta che l’impegno, la disciplina, la costanza e la determinazione possono trasformare in realtà anche ciò che agli occhi degli altri appare impossibile. Il mio pensiero va soprattutto ai giovani. Credete sempre in voi stessi e nei vostri sogni. Non permettete a nessuno di dirvi che non siete all’altezza o che un traguardo è irraggiungibile. Il vostro futuro si costruisce oggi, sui banchi di scuola, nei libri, nello studio, nello sport, nell’impegno quotidiano e nella capacità di affrontare le difficoltà senza cercare scorciatoie. Ogni pagina studiata, ogni sacrificio affrontato, ogni ostacolo superato rappresenta un mattone con cui state costruendo il vostro domani e, spesso, proprio quei sogni che qualcuno definisce impossibili diventano le conquiste più grandi per chi trova il coraggio di crederci fino in fondo. Perché i limiti più difficili da superare non sono quelli del corpo, ma quelli che gli altri cercano di mettere nella nostra mente. Quando passione, impegno e determinazione camminano insieme, nessun traguardo è davvero impossibile. Tre gare. Tre vittorie. Due record del mondo. Ma la vittoria più importante resta sempre una: non smettere mai di credere nei propri sogni”.

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