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Acqua azzurra, acqua cara

Dal primo gennaio 2010 bolletta dell’acqua più cara per i pugliesi. L’Ato nei giorni scorsi ha ratificato una precedente decisione già presa nei mesi scorsi per ritoccare il costo al consumo (preventivato ad 1,36 euro) e poi bocciata dal Comitato di vigilanza per le risorse idriche. Oggi invece il prezzo dell’acqua passa dagli attuali 1,31 euro a 1,44 euro per metro cubo e l’aumento così fissato produce un aggravio su scala annua per ciascuna famiglia utente del servizio tra i 30 ed i 70 euro. Alla base di tale disposizione c’è la necessità, secondo quanto si apprende da fonti Aqp, di riconsiderare le entrate dell’ente in vista dei grossi investimenti che Aqp ha programmato sulla rete idrica regionale. Interventi improcrastinabili per contenere e annullare del tutto le gravi perdite che si scontano lungo le condotte che dagli invasi arrivano fino al rubinetto di casa dei pugliesi. Ed in alcuni casi se alla fonte partono 100 litri di acqua, a destinazione ne arrivano 70 se non addirittura la metà.
Il ritocco della tariffa, già programmato quindi nel piano di investimenti della regione, fa dell’acqua che si consuma in Puglia tra le più “salate” in Italia, e non sotto il profilo del gusto. Con questo aumento, infatti, la Puglia sale dritta dritta al secondo posto nazionale della speciale classifica fra le regioni dove l’acqua costa di più, subito dopo la Toscana che detiene il poco invidiato primato. L’aumento, ovviamente, ha prodotto malcontenti non solo fra gli utenti, ma anche fra le forze politiche nel consiglio regionale di viale Capruzzi. Rocco Palese, capogruppo di Forza Italia-Pdl parla di un nuovo atto di un “politica vessatoria nei confronti dei pugliesi” messa in atto dal governo Vendola dopo l’aumento delle addizionali Irpef e Irap e la sospensione dell’accise sulla benzina; per il governo regionale il rincaro è minimo e sarà “come prendere al bar un espressino  piuttosto che un caffè”.

 

Daniele Greco