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Gabellone: “Nessun dissesto, manterremo gli impegni presi”

Presentato a Palazzo dei Celestini il “vademecum” del presidente Antonio Gabellone per uscire dal buco di bilancio dell’Ente che, secondo l’assessore al Bilancio Silvano Macculi, ammonta a 17,5 milioni di euro

 

Un vademecum per resistere alla crisi economica della Provincia, tagliando su carta igienica e stampanti, auto e pubblicazioni, spese di rappresentanza e telefono. Questa la ricetta che la Giunta provinciale, riunitasi lunedì a Palazzo dei Celestini, ha deciso di adottare per curare il buco nel bilancio dell’ente, applicando la legge 244/07. Per uscire dal baratro che nell’ultima seduta di Consiglio l’assessore al Bilancio, Silvano Macculi, ha quantificato in 17 milioni e mezzo di euro, così suddivise: spese di funzionamento obbligatorie non in bilancio – 5,4 milioni di euro; minori entrate – 2,8 milioni; debiti fuori bilancio – 0,250 milioni; pretese creditorie – 5,6 milioni; somme da pagare alla Bnl per uscire dagli swap – 3,5 milioni. Una somma decisamente maggiore di quella inizialmente ipotizzata, per questo la Giunta si affiderà ad una task force interna dedicata al contenimento delle spese di gestione. Il lavoro della squadra, rigorosamente composta da personale dell’ente (guai a parlare di consulenze esterne!) sarà guidato dal direttore generale Gianni Refolo e si tradurrà in una serie di direttive che varranno tanto per gli uffici della Provincia (non solo Palazzo dei Celestini e Palazzo Adorno, ma anche via Botti e via Cicolella) ma anche nei molti istituti scolastici secondari di proprietà dell’ente e nei centri per l’impiego dislocati sul territorio salentino.
Dopo l’approvazione della delibera sugli equilibri di bilancio, passata a maggioranza nella seduta di Consiglio del 13 ottobre, la Giunta guidata da Antonio Gabellone decide dunque di passare ai fatti. Parola di presidente, che nel delicato passaggio in Consiglio aveva assicurato: “Nessun dissesto, manterremo gli impegni presi con l’elettorato ma avevamo il dovere di dire ai cittadini del Salento come stanno le cose”. In quell’occasione lo stesso Gabellone aveva anche lanciato una frecciata politica ad entrambi i suoi predecessori: “Al suo arrivo Pellegrino non disse nulla dei debiti perché esisteva una continuità politica con Lorenzo Ria, per noi non è così”. Parole insomma che sembrano archiviare definitivamente il feeling con il parlamentare ex Pd che aveva fatto il tifo per Gabellone ed il centrodestra in campagna elettorale, approdando infine nell’Udc. Lorenzo Ria gli aveva risposto a mezzo stampa: “Non si pianga addosso e applichi il programma”, Gabellone subito dopo replica: “Non può aver smarrito il consenso nei miei confronti in una manciata di mesi”.
E che di acqua sotto i ponti ne sia passata parecchia negli ultimi mesi lo dimostra anche la conferenza stampa congiunta che proprio alla vigilia del Consiglio sul bilancio aveva visto fianco a fianco, seduta tra  Loredana Capone e Sergio Blasi, anche Adriana Poli Bortone. Le opposizioni provinciali, insomma, convinte che quei conti in rosso siano stati gonfiati per avviare un processo di “autobeatificazione” degli attuali amministratori. Secondo Loredana Capone uno dei problemi fondamentali è utilizzare al meglio gli ingenti fondi per la formazione professionale che la Regione ha trasferito lo scorso anno alle Province e i cui bandi erano già pronti quando avvenne il cambio della guardia tra le amministrazioni Pellegrino e Gabellone. Secondo quest’ultimo però, quei bandi contenevano varie falle evidenziate dalla Regione ed ora la Provincia ci sta rimettendo mano.
Ma non è ancora tutto, perché il cosiddetto buco ha rischiato di avere anche risvolti più pesanti. Nella quantificazione di debiti fuori bilancio e pretese debitorie, somme necessarie ad uscire dagli Swap e costi di gestione, l’assessore Macculi non aveva infatti pesato le parole e rivolgendosi all’assemblea era arrivato ad accusare pubblicamente la Giunta di Giovanni Pellegrino di avere portato in Consiglio un bilancio di previsione “non veritiero”. In altre parole un bilancio falso. “Ecco perché ora occorre vendere la caserma dei Vigili del fuoco e tagliare sulle opere contenute nel piano triennale -spiegava in breve Macculi- l’obiettivo è tornare tra sei mesi in Consiglio provinciale con un bilancio che dice la verità”. Parole pesanti insomma, tanto che nei corridoi dell’ente già qualcuno pronunciava la parola “querela”. Lo stesso presidente della commissione bilancio, Paolo Cairo (Io Sud) aveva messo in guardia Macculi dal lanciare accuse così nette. Mentre dai banchi del centro sinistra, il socialista Vittorio Potì, consigliere anche nella passata amministrazione provinciale e tra gli artefici della candidatura di Giovanni Pellegrino nel 2004, aveva ribattuto: “Avvilente da parte dell’attuale maggioranza non riconoscere tutto ciò che è stato fatto per questa terra, cercando di farlo passare per un un insieme di debiti”. Un quadro poco compatto nella minoranza da cui si stacca a sorpresa  Giovanni Siciliano. Il consigliere di Salento c’è, la lista targata Loredana Capone, esprime infatti apprezzamento per il piano di rientro approntato dall’ente. “Legittimo e ben fatto” scrive in un fax il consigliere facendo venire a qualcuno il dubbio che proprio come accade da tempo nel vicinissimo Palazzo Carafa, l’epoca dello  sgretolamento dei gruppi sia già iniziata anche a Palazzo dei Celestini.

 

Alessandra Lupo