Il presidente Maurizio Maglio: “Verrebbe di fatto ‘sequestrato’ uno dei tratti di mare più belli d’Italia”
“La popolazione pugliese va fiera della eccezionale balneabilità delle sue acque costiere, certificata nei giorni scorsi anche dal Servizio Nazionale per la Protezione dell’Ambiente. Per questo non si comprende la decisione di istituire un Parco di Area marina protetta, da Otranto a Santa Maria di Leuca, che in pratica sequestra una delle risorse principali del Salento vietando l’utilizzo del tratto di mare tra i più belli d’Italia”.
Lo afferma il presidente di Confcommercio Lecce, Maurizio Maglio, in riferimento alla decisione dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale di spostare il conclamato parco marino dalla primitiva localizzazione, a un chilometro e mezzo dalla costa, a uno spazio immediatamente a ridosso della costa Otranto-Leuca.
Prosegue Maglio: “Abbiamo tutti dimostrato, istituzioni locali e operatori privati di ogni settore, di saper conservare, proteggere e valorizzare quel tratto di mare negli anni, altrimenti non avrebbe fatto registrare quella balneabilità eccezionale che tutti ci invidiano ma lo abbiamo fatto interagendo con il settore turistico, dagli albergatori con le discese a mare ai barcaioli che accompagnano i turisti a visitare le grotte, ai titolari degli stabilimenti balneari, ai cittadini. Limitare e, in alcuni tratti, eliminare del tutto, questi servizi in una zona che vive di turismo per almeno sei mesi l’anno, è una penalizzazione che nessuno può permettersi, come dimostrano le defezioni che alcune amministrazioni comunali della zona hanno già deciso, abbandonando il progetto del Parco marino e riprendendosi la propria “liberta” di regolare il proprio tratto costiero secondo le loro necessità. Eppure siamo ancora convinti che la istituzione del Parco possa funzionare, tornando alla vecchia parametrazione dello stesso, ad un chilometro e mezzo dalla costa, permettendo ai fruitori della stessa la possibilità di svolgere le loro attività sotto attento controllo delle autorità del mare, come è avvenuto sinora, senza che sia stata riscontrata alcuna colpevole disattenzione che ha messo in pericolo l’ambiente marino e quello costiero, assolutamente indivisibili, ma permettendo attività e lavoro che hanno positivamente influenzato l’economia dell’intera fascia costiera”.
Confcommercio precisa di essere pronta a ribadire presso tutte le istituzioni coinvolte la necessità di rimodulare il progetto, che peraltro limita anche la navigazione e, in alcuni casi, l’attracco, verso i pochissimi moli turistici della zona, riducendo la navigazione da diporto che è una delle attività economicamente più importanti per i comuni costieri interessati dal Parco.
“Confcommercio ha già scritto alle Amministrazioni interessate, dal Ministero dell’Ambiente, alla Regione, al Prefetto, fino alle istituzioni locali – conclude il presidente Maglio – ricordando d’aver già avanzato delle proposte concrete nell’interesse della trasparenza amministrativa e della corretta partecipazione dei soggetti portatori di interesse. L’assenza ad oggi di un documento contenente le controdeduzioni alle osservazioni pervenute – abbiamo scritto nella nota indirizzata a tutti gli organismi interessati a questa decisione – non consente ai soggetti interessati di verificare l’effettivo recepimento delle proposte formulate e rischia di compromettere i principi di trasparenza, partecipazione e condivisione che devono caratterizzare progetti di tale rilevanza per il territorio. La comunità salentina non vuole che l’utilizzo ordinato di un tratto tra i più importanti del suo territorio venga deciso senza che le caratteristiche dello stesso vengano messe in discussione senza aver ascoltato le ragioni di chi in questo territorio vive, lavora e lo ha difeso finora da ogni tentativo di stravolgerlo”.


