A 70 anni dalla tragedia,una giornata dedicata alla memoria dei tre minatori salicesi morti nella miniera di Bois du Cazier
A settant’anni dalla tragedia di Marcinelle, il Comune di Salice Salentino rende omaggio ai propri concittadini che persero la vita nell’incendio dell’8 agosto 1956 nella miniera di carbone del Bois du Cazier, una delle pagine più drammatiche della storia dell’emigrazione italiana e del lavoro.
Quel tragico incidente costò la vita a 262 minatori, di cui 136 italiani, partiti con la speranza di costruire un futuro migliore lontano dalla propria terra. Tra loro anche tre cittadini di Salice Salentino: Francesco Palazzo, Salvatore Ventura e Salvatore Capoccia.
Il loro ricordo rappresenta ancora oggi una pagina indelebile della storia della comunità salicese e richiama alla memoria il sacrificio di migliaia di italiani costretti a lasciare il proprio Paese per cercare lavoro all’estero.
“A settant’anni dalla tragedia di Marcinelle -dichiara il sindaco Mimino Leuzzi- il dovere della memoria è un impegno che la nostra comunità rinnova con profondo rispetto. Ricordiamo Francesco Palazzo, Salvatore Ventura e Salvatore Capoccia, nostri concittadini che persero la vita lontano dalla loro terra inseguendo un futuro migliore. La loro storia appartiene all’identità di Salice Salentino e ci ricorda il valore del lavoro, della dignità umana e della sicurezza. Oggi quel ricordo ci invita anche a riflettere sulle nuove migrazioni e su quanti continuano a lasciare il proprio Paese spinti dalla speranza di una vita migliore. Custodire questa memoria significa costruire una società più consapevole, solidale e giusta”.
Il ricordo di Marcinelle, infatti, richiama dolorosamente anche il presente e il dramma di chi ancora oggi affronta viaggi rischiosi per inseguire una speranza di riscatto, proprio come fecero migliaia di emigranti italiani nel secondo dopoguerra. Una memoria che diventa occasione di riflessione sul valore della vita, della sicurezza nei luoghi di lavoro, della dignità umana e dell’accoglienza.
Le commemorazioni prenderanno il via domani, sabato 8 agosto, alle ore 18.30, con un momento di raccoglimento presso il cimitero comunale, davanti alle tombe dei tre minatori salicesi, dove saranno deposti dei fiori e sarà recitata una preghiera in loro suffragio. Alle 19.30, poi, la comunità si ritroverà per la Santa Messa, celebrata da don Massimo Alemanno, quale momento di preghiera e ricordo condiviso.
La giornata si concluderà alle 20.30, in Piazza Plebiscito, con lo spettacolo teatrale gratuito “VIA”, interpretato da Fabrizio Saccomanno. La rappresentazione ripercorre proprio la grande emigrazione italiana verso le miniere di carbone del Belgio, raccontando l’Italia del dopoguerra, gli accordi tra la nascente Repubblica Italiana e il Belgio, i lunghi viaggi affrontati dai lavoratori, le durissime condizioni nelle miniere e la tragedia di Marcinelle, trasformando il teatro in uno strumento di memoria collettiva.
Con questa iniziativa il Comune di Salice Salentino rinnova il proprio dovere della memoria, rendendo omaggio ai tre concittadini scomparsi e a tutti i lavoratori italiani che persero la vita lontano dalla propria terra. Un tributo che guarda al passato per costruire un presente più consapevole e un futuro fondato sui valori della dignità del lavoro, della sicurezza, della pace e della solidarietà tra i popoli.


