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“Basta discredito sulla città per colpire l’amministrazione!”

Il sindaco di Tricase Antonio De Donno interviene duramente sul tema dell’accessibilità nelle marine: “Le fragilità vanno tutelate, non strumentalizzate!”

Da settimane a Tricase il dibattito è accesissimo intorno al tema dell’accessibilità delle marine.
Il sindaco Antonio De Donno però accusa: “Viene alimentata una narrazione parziale e fuorviante, costruita sovrapponendo questioni differenti e presentandole come presunta
prova dell’insensibilità dell’Amministrazione comunale nei confronti delle persone con disabilità.
Le legittime osservazioni su singole criticità hanno progressivamente lasciato spazio a una polemica continua, nella quale vengono ignorati il lavoro in corso, gli impegni assunti, le procedure avviate, le risposte già fornite e il contributo offerto da professionisti, associazioni e
soggetti privati. Il risultato – prosegue De Donno – è un tentativo di delegittimare l’operato
dell’Amministrazione che finisce inevitabilmente per colpire l’intera città, descrivendo Tricase e le sue marine come luoghi insensibili alle fragilità proprio mentre si sta lavorando, con un impegno nuovo e senza precedenti, per migliorarne concretamente l’accessibilità e
l’accoglienza, tanto per i cittadini quanto per gli ospiti”.

Il tema, molto delicato, è quello dell’accesso al mare a Tricase Porto delle persone con disabilità. Qui una sbarra al varco veicolare sul molo bloccava il passaggio pedonale e dei mezzi verso la spiaggetta. Poi le proteste e, infine, la riduzione della sbarra per permettere il transito libero a piedi. Ma il sindaco non ci sta a far passare la città e la sua amministrazione per “insensibile” ai temi dell’accessibilità. “Le critiche sono legittime – prosegue il primo cittadino – e, quando sono fondate e costruttive, aiutano anche a migliorare. Ma devono partire dalla conoscenza dei fatti. Da settimane assistiamo invece alla costruzione di una narrazione che ignora il lavoro in corso e trasforma ogni passaggio in una nuova occasione di polemica. In questo modo non si colpisce soltanto l’Amministrazione: si danneggia l’immagine dell’intera città e si oscura l’impegno di quanti stanno investendo risorse, competenze, passione e sensibilità per abbattere barriere che
esistono da sempre. Una sorta di “tela di Penelope” viene tessuta e disfatta quotidianamente: ogni chiarimento viene ignorato, ogni risposta è seguita da una nuova contestazione e ogni avanzamento viene oscurato da un’altra rappresentazione negativa. In questi giorni sono intervenute pubblicamente anche persone investite di responsabilità istituzionali. L’intento dichiarato di tutelare i diritti di tutti è pienamente condivisibile. Tuttavia, formulare giudizi
senza conoscere compiutamente i progetti, le procedure, le competenze coinvolte e le risposte già assicurate finisce per stigmatizzare e svilire il lavoro dell’Amministrazione, contribuendo a diffondere disinformazione. Difendere i diritti delle persone con disabilità è un obiettivo che ci
unisce e sul quale non possono esistere divisioni. Proprio per questo, prima di esprimere giudizi pubblici così netti, sarebbe doveroso conoscere fino in fondo quanto è stato fatto”.

Uno dei temi caldi riguarda le strutture attualmente presenti nell’area delle cosiddette “piscinette” di Tricase Porto e il progetto del lido inclusivo “Vengo anch’io”.
“Le scalette oggi utilizzate dai bagnanti – ricorda il sindaco – non costituiscono il lido inclusivo, non sono destinate alle persone non autonome e non fanno parte del progetto “Vengo anch’io”.
Il lido non è stato ancora inaugurato perché i lavori non sono conclusi. Il progetto è stato redatto da professionalità competenti nel rispetto dei requisiti previsti e non si esaurisce nella realizzazione di una rampa o nella presenza di un bagnino: prevede strutture, servizi e personale specializzato per l’assistenza. Sarà inaugurato e messo a disposizione della comunità soltanto quando sarà ultimato e pienamente fruibile.
Si tratta di un percorso reso possibile dall’impegno delle Amministrazioni succedutesi, dal contributo di associazioni private e di organizzazioni nazionali, nonché dal lavoro dei professionisti coinvolti. Ad oggi, si sta facendo una grande confusione tra alcune scalette utilizzate da anni per facilitare l’ingresso in acqua e un lido inclusivo progettato secondo criteri precisi, con servizi e personale specializzato. “Vengo anch’io” non è stato ancora inaugurato perché non è ultimato. Chiediamo semplicemente di attendere la conclusione dei lavori prima di giudicare un’opera che non è stata ancora consegnata alla comunità. Quando tutto sarà pronto, il lido verrà inaugurato e le sue caratteristiche potranno essere valutate per ciò che realmente sono.
Un’altra vicenda utilizzata per alimentare la medesima polemica riguarda la sbarra posta a protezione del varco veicolare di accesso all’area portuale. Il prolungamento della barriera, voluto dalla Capitaneria di Porto, era stato realizzato per impedire gli accessi irregolari di motocicli e ciclomotori in un’area nella quale il transito è consentito soltanto ai veicoli autorizzati e non per impedire il passaggio pedonale. Non a caso, la banchina è raggiungibile sia a piedi che in carrozzina anche attraverso altri accessi. A ciò si aggiunga che per chi per le persone con disabilità è prevista la possibilità di richiedere un apposito pass per l’accesso alla banchina.
L’amministrazione, che ha comunque riconosciuto la criticità sollevata da alcuni cittadini, ha favorito incontri e interlocuzioni con la Capitaneria di Porto nelle scorse settimane, fino a chiedere formalmente, il 30 luglio scorso, un intervento di riduzione della sbarra stessa.
La Capitaneria ha quindi, proprio in queste ore, concesso il proprio nulla osta alla sua riduzione in via sperimentale, al fine di consentire il libero transito pedonale verso le aree funzionali del
porto. La sperimentazione resterà in vigore fino al 31 ottobre, quando saranno valutati i successivi provvedimenti e la necessaria modifica del Regolamento di gestione portuale.
Anche in questo caso, mentre qualcuno continuava a descrivere l’amministrazione come immobile, abbiamo lavorato concretamente per individuare una soluzione corretta e sicura.
L’Amministrazione non sostiene che ogni barriera sia già stata abbattuta. Rivendica, però, di avere intrapreso un percorso concreto e di avere assicurato strumenti e risposte alle persone che ne hanno fatto richiesta, continuando contemporaneamente a lavorare sulle
criticità ancora esistenti. Non sono un caso i 16 pass già rilasciati per l’accesso all’area portuale, i cinque stalli destinati alle persone con disabilità e il servizio di navetta per le marine attivo dalla mattina alla sera. Negare quanto fatto non significa esercitare il diritto di critica, ma offrire una rappresentazione che non corrisponde alla realtà. In chiusura va detto che l’insistenza con cui, nelle scorse settimane, una vicenda personale ha continuato a essere rilanciata pubblicamente, nonostante le risposte e gli strumenti messi a disposizione in condizioni di uguaglianza rispetto a tutti gli altri utenti, fa inoltre sorgere il dubbio che qualcuno stia provando a utilizzare una condizione di fragilità per alimentare una polemica politica e restituire un’immagine negativa dell’Amministrazione. Il rispetto dovuto alle persone impone, però, di distinguere sempre le difficoltà individuali dall’uso che altri possono tentare di farne nel dibattito pubblico.
A chi manifesta una difficoltà dobbiamo ascolto, rispetto e risposte. Ma non possiamo accettare che una condizione personale venga utilizzata da altri come strumento di pressione politica o come pretesto per una campagna permanente contro l’amministrazione. La campagna elettorale è finita. Il confronto resta aperto, le critiche fondate sono utili e i diritti non sono negoziabili e le fragilità vanno tutelate, non strumentalizzate”.

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