Raccolta differenziata, pronti alla partenza?

Ultimata la fase del ritiro delle compostiere domestiche, si attende l’avvio a pieno regime del nuovo servizio di raccolta dei rifiuti

 

La nuova e ormai inderogabile frontiera della differenziata sbarca anche nel territorio cittadino. Dopo anni di gestione frammentaria della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, affidata alla programmazione delle singole municipalità, questo progetto promosso dall’Ato Le/2 nei 21 comuni dell’Aro 6 (Aree di Raccolta Ottimali), intende favorire la cooperazione tra i diversi enti territoriali e promuovere la diffusione sempre più capillare della cultura del riutilizzo dei materiali di scarto, nell’ottica di un impatto ambientale sempre meno invasivo e di un servizio sempre più efficiente per il cittadino. A tal proposito, tutte le famiglie e i titolari di esercizi commerciali hanno ritirato le tre pattumelle che saranno adibite alla raccolta di precise frazioni di rifiuti, come illustrato dall’apposito materiale informativo realizzato dalla società consortile “Progetto Ambiente Menhir”. Punto di forza di questo nuovo modello di gestione dei rifiuti, dunque, è la raccolta differenziata “spinta” o “porta a porta” accompagnata da diverse isole ecologiche cittadine, al fine di recuperare percentuali sempre più alte di rifiuti riciclabili e ridurne la quantità da destinare nelle discariche.
Tale trasformazione, che presuppone la divisione quotidiana dei diversi tipi di rifiuti, poi ritirati in giorni prestabiliti, richiede responsabilità a tutti gli utenti, chiamati ad un impegno civico costante e ad una “piccola” revisione delle vecchie abitudini. In tal senso, nella cittadinanza sembrano bilanciarsi opinioni contrapposte: da una parte, gli strenui difensori dei cassonetti pubblici, chiaramente anch’essi di diverso colore e differenziati a seconda del tipo di rifiuti da conferire, letteralmente inorriditi dalla sola visione di queste compostiere, ospiti indesiderate del proprio spazio abitativo; dall’altra le menti più “ecologiche” e forse meno restie ad adattarsi a questa piccola rivoluzione culturale prima ancora che ambientale. La collaborazione tra vecchie e nuove generazioni e una più decisa campagna di sensibilizzazione saranno le carte vincenti per  questa ennesima e decisiva sfida ambientale.

 

Cinzia Rubano