La statua dell’Arcuri: tutti la vogliono (ma nessuno se la piglia)

La decisione dell’Amministrazione di Porto Cesareo di eliminare dalla banchina portuale il monumento ispirato all’attrice romana ha scatenato un acceso dibattito in tutto il Salento 
 
Da una parte c’è un’Amministrazione comunale, guidata dal primo cittadino Vito Foscarini, che sente le proprie ragioni e quelle di una parte dei cittadini di Porto Cesareo; dall’altra ci sono coloro che in paese avrebbero voluto che gli amministratori in carica avessero meglio pensato a risolvere i problemi, per esempio, della fogna bianca; e dall’altra ancora ci sono i pescatori del posto che firmano petizioni per riaverla. In mezzo a cotanto trambusto c’è una statua che raffigura la bellezza delle prosperose donne del Salento che viene “sballottata” da una parte all’altra della provincia ed che ora rischia di finire a Gallipoli o a Torre Suda, a Torre dell’Orso come pure in un’azienda privata di Melissano. 
La vicenda della statua della bella Manuela Arcuri, qualche anno fa installata sulla banchina del proto di Porto Cesareo per iniziativa degli operatori turistici del posto con tanto di interessamento dello showman di mamma Rai Gianni Ippoliti ha assunto ormai contorni tali da tenere testa alla discussione in atto se il nuovo Consiglio regionale deve contare 70 o 78 rappresentanti dei pugliesi. La Manuela (quella in scultura, s’intende) tutta la vogliono, ma per ora nessuno se la piglia, perché la vicenda ora ha assunto contorni da dover scomodare finanche le pagine dei libri sacri della legge. Da una parte si dice che il Comune non può vendere il monumento perché non gli appartiene (ed infatti, sulla carta, proprietari dell’opera sono gli operatori turistici che all’epoca promossero l’iniziativa, poi avallata dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Fanizza), dall’altra proprio in Comune arrivano richieste più o meno ufficiali di altri amministratori e cittadini privati che farebbero di tutto per poter ospitare sui propri territori e proprietà la “statua della discordia”.
Tra i primi a muoversi in questo senso sono stati il sindaco di Racale Massimo Basurto ed un imprenditore di Melissano, Tommaso Bruno, titolare della Gesco. Il primo ha addirittura fatto protocollare al Comune di Porto Cesareo una missiva con l’indicazione ben precisa che la cessione della statua a favore dei cittadini di Racale (se ci sarà) deve avvenire in modo assolutamente gratuito. Per la statua dell’Arcuri già c’è pronto il sito di piazzetta don Tonino Bello a Torre Suda, ridente marina racalina in riva allo Ionio pronta ad abbracciare Manuela (sempre in formato statua) un po’ per opportunità turistica un po’ per sollevare l’intera area dal degrado e dall’abbandono.
Il secondo pretendente, ovvero l’imprenditore di Melissano Tommaso Bruno, al sindaco di Porto Cesareo, a quanto pare solo a mezzo stampa, le ha mandate invece soltanto a dire. Secondo le sue intenzioni potrebbe anche mettere mani al portafoglio qualora l’Amministrazione comunale cesarina avesse deciso di disfarsi di tale opera d’impiccio (o d’impaccio). L’idea di Bruno, che parte dal fondamento che “le statue, e non solo, di belle donne non sono brutture”, era ed è quella di sistemare la scultura all’ingresso della sua azienda, per una sorta di mecenatismo che va al di là della pura operazione di marketing aziendale.
In attesa del da farsi, di nuove proposte e novelli pretendenti, la statua dell’Arcuri per ora rimane “parcheggiata” nel “parcheggio” di un noto centro turistico della riviera alto-ionico salentina. Proprio come un’altra romana famosa, la “sora Camilla”, che tutti la vogliono e nessuno se la piglia.
 
Daniele Greco