La Lucerna

Apparve una moltitudine immensa che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al Trono e all’Agnello, avvolti in vesti candide e portavano palme nelle mani.
Il brano citato è tratto dal libro dell’Apocalisse di San Giovanni apostolo, proclamato nella Chiesa il 1° novembre Festa di tutti i Santi. Certo, ogni giorno del calendario è costellato da memorie di santi; questo giorno, però, vorrebbe ricordare non solo quelli noti e riconosciuti dalla Chiesa con la cosiddetta “canonizzazione”, ma tutti quanti gli altri di ogni nazione, razza, popolo e lingua. La veste bianca richiama il Battesimo e le palme nelle loro mani è riferimento al Martirio, quindi sono santi tutti coloro che hanno avuto trasparenza di vita e hanno pagato di persona per gli ideali nei quali hanno creduto. Chissà quante persone della nostra famiglia, del nostro paese e degli ambienti di vita quotidiana abbiamo conosciuto e possiamo testimoniare sul loro conto che hanno rasentato la santità, che nella stessa Bibbia è sinonimo di giustizia e verità. Penso alle tante vittime della strada, del mondo del lavoro, delle calamità e disastri naturali, per non tralasciare le vittime di attentati criminali. Il testo dell’Apocalisse parla esplicitamente dei martiri delle persecuzioni dell’impero romano contro il cristianesimo nascente. Purtroppo, la realtà persecutoria contro la Chiesa non è affatto terminata: la “dirimpettaia” Albania ha vissuto la realtà del martirio durante gli anni del regime dittatoriale di Enver Hoxha, come documentato in questi giorni da precise relazioni della Chiesa Cattolica e Ortodossa e della comunità islamica. Giovanni Paolo II fu talmente impressionato dalle tragedie nazionali da aver proclamato la santità a causa del martirio per le vittime della Rivoluzione Francese (1785), della Rivoluzione Spagnola (1936), del Nazismo e Comunismo (1939/1944).
Cari amici di Belpaese, non aspettiamo altri editti persecutori ma decidiamo in favore della santità, mentre frequentiamo tra l’1 e il 2 novembre i luoghi dove riposano i nostri cari, che certamente contemplano il volto di Dio.

Frate Roberto Francavilla