Ven, 5 Marzo 2010, 0:00

Il presidente al contrattacco sul nuovo centro termale

Il responsabile della Terme Spa risponde alle accuse sulla gestione mosse dal sindaco di Santa Cesarea Daniele Cretì
 
Prosegue il braccio di ferro tra comune di Santa Cesarea e Terme Spa, per il nuovo centro termale. Si tratta, come già spiegato in precedenza di una struttura in disuso, posta sulla parte più alta della pineta, realizzata vent’anni fa, ultimata nel 2001 e data in concessione nel 2005 alla Terme Spa, non utilizzata perché necessitante di ulteriori sistemazioni. Nello scorso numero di Belpaese, il primo cittadino Daniele Cretì ha criticato aspramente il manifesto che la società aveva fatto affiggere, in cui si rivolgeva ai cittadini per discutere della questione dell’immobile, naturalmente scatenando le ire dell’ente locale, attualmente detentore del 49% delle azioni societarie. “È del tutto evidente -ha commentato in una nota il presidente della Terme Spa Salvatore Serra- che il sindaco prova, maldestramente, a farsi portavoce della collettività sciorinando una serie di proclami contro la Terme Spa, rea, a suo dire, di non fare gli interessi della comunità”. 
In particolare, il sindaco Cretì aveva insistito sul coinvolgimento del municipio nelle decisioni prese dalla società termale. “La società -continua Serra- non ha mai agito in spregio della comunità locale. La Terme Spa è stata vittima e non certo carnefice del mancato recupero del nuovo centro termale. Per la causa, ha sostenuto oneri, ha difeso a oltranza il progetto voluto dalla lungimiranza dell’ex presidente provinciale Giovanni Pellegrino. Nonostante l’impossibilità sopravvenuta la società ha continuato a cercare altre soluzioni, inserendo l’immobile in un piano industriale che, se finanziato, rappresenterebbe l’unica possibilità per recuperare il ‘mammoccione’- definizione dello stesso  Pellegrino per indicare un immobile senza mercato”. 
Il sindaco, nella sua intervista, lamentava anche la cattiva gestione dei fondi da parte della società, in particolare quelli ricevuti per il nuovo centro, ma anche il bilancio complessivo dell’ente. “Trovo sgradevole- conclude Serra- il richiamo utilizzato dal sindaco a modalità poco chiare in riferimento della diffida al comune per i decimi non versati. Il sindaco conduce una campagna di diffamazione della gestione societaria. La perdita dell’ultimo esercizio è del tutto irrisoria e proviene essenzialmente da un incremento di costi dovuti ai maggiori ammortamenti per le realizzazioni e gli ammodernamenti apportati sugli stabilimenti termali”. Intanto la società, nel 2009, a suo dire, ha provveduto a una rivalutazione degli immobili di proprietà: i prossimi bilanci, probabilmente, chiuderanno in perdita per eccesso di rivalutazione degli immobili operata, una conseguenza prevista, valutata e dichiarata in assemblea. “La Terme Spa è una società solida -ribadisce il presidente a scanso di equivoci- senza debiti, con 2,5 milioni di riserve da utili di esercizi precedenti, con 6 milioni di riserve derivanti dalla rivalutazione. Offre lavoro a 120 famiglie e, nel mercato di settore, è all’avanguardia per la qualità e l’efficacia dei servizi e dei trattamenti resi. È fuorviante e ipocrita legare lo sviluppo locale alle sorti del nuovo centro termale quando tutti sanno che la crescita economica del territorio passa attraverso la difesa e lo sviluppo della nostra società”. 
Angela Leucci