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Da Berlino al Salento: Chn trasferisce a Lecce la produzione di motolivellatrici

Gli impianti nella zona industriale di Surbo accoglieranno il nuovo ramo produttivo mentre a Berlino resteranno gli uffici commerciali

 

Potrebbe essere considerato come uno slancio di fiducia per l’economia del Salento e di tutta la Puglia. La Cnh Industrial, multinazionale italo-statunitense controllata da Fiat e specializzata nella produzione di macchine e veicoli a scopo lavorativo, ha deciso di spostare la sua produzione europea di motolivellatrici da Berlino a Lecce. Dalla capitale della principale potenza economica europea al piccolo capoluogo di provincia della Puglia, una delle regioni che più di altre risente delle difficoltà economiche e di occupazione dell’Italia.

Ad un occhio inesperto potrebbe sembrare una scelta priva di logica, forse legata ad un periodo difficile della multinazionale, tra l’altro presieduta da Sergio Marchionne e quotata sia a Wall Street che a Piazza Affari. In realtà, la decisione di spostare la produzione di moto livellatrici da Berlino a Lecce rientra nel programma di efficienza predisposto dalla stessa società. E la scelta di Lecce non è certo casuale: forse lo sapranno in pochi, ma il capoluogo salentino è il più importante centro di eccellenza della Cnh Industrial per quanto riguarda la produzione di macchine movimento terra all’interno della cosiddetta “Emea”, macroregione comprendente Europa, Medio Oriente e Africa. 

Questa particolare produzione, quindi, da marzo 2016 si sposterà presso l’impianto leccese delle Cnh Industrial nella zona industriale di Surbo, attivo nella produzione di elementi per le macchine per movimento terra (sollevatori telescopici, pale gommate, terne) in favore della Case Construction Equipment e della New Holland Construction, importanti marchi internazionali con cui collabora la società di Marchionne. Dalla Germania, quindi, dovrebbero trasferirsi 89 persone, mentre a Berlino resteranno le attività commerciali rivolte ai mercati tedesco, svizzero e austriaco.

Con questa operazione aziendale, Lecce rafforza così il suo già importante ruolo all’interno multinazionale nata solo nel 2013 dalla fusione della Cnh Global e la Fiat Industrial; operante nel settore dei capital goods (beni durevoli utilizzati per la produzione di altri beni e servizi), la Cnh Industrial è una multinazionale italo-statunitense con sede legale in Olanda (Amsterdam) e domicilio fiscale in Inghilterra (Basildon). Un gruppo industriale che progetta, produce e commercializza macchine per l’agricoltura, macchine movimento terra, veicoli industriali, autobus, mezzi speciali, oltre ad operare nelle cosiddette attività powertrain, consistenti nella produzione e fornitura di motopropulsioni e trasmissioni, sia per terra che per mare. La società presieduta da Marchionne, inoltre, offre anche altri servizi a clienti e concessionari, quali noleggio, leasing, ricambi post-vendita e supporto durante l’utilizzo dei veicoli in ambito lavorativo.

Il prossimo trasferimento della produzione di motolivellatrici Cnh Industrial a Lecce non migliorerà visibilmente il tasso occupazionale salentino, ma rappresenta una importante boccata di ossigeno per la salute della nostra economia, in un clima nazionale che, nonostante i lievi segnali positivi degli ultimi mesi, è ancora molto lontano dal definirsi sereno. 

 

Un polo industriale dalla vita non facile 

 

Lecce oggi rappresenta un punto nevralgico per le attività della Cnh Industrial, ma fino a pochi anni fa lo spettro della chiusura e del licenziamento dei lavoratori si era palesato in modo inquietante: già nel 2008, centinaia di lavoratori vennero collocati in cassa integrazione, cifra che raggiunse la quota di 340 nei mesi successivi. Proprio il settore della produzione della macchine movimento terra, un po’ a sorpresa, era tra i settori che più di altri soffriva degli effetti della crisi che stava coinvolgendo le banche americane ed europee. 

La paura, fortunatamente, si dissolse nel settembre del 2010, quando la Fiat anticipò di un mese la fine della cassa integrazione straordinaria, consentendo a tutti i 500 lavoratori di ritornare a varcare i cancelli dell’azienda. La sede leccese di Cnh dovette poi fare di nuovo i conti nel 2012 con la crisi della Fiat, che fece rimanere a casa 60 lavoratori assunti a tempo determinato, con conseguente calo della produzione. Nei mesi successivi, però, grazie anche alla fusione che diede vita alla Cnh Industrial, la situazione ritornò in ordine; nel corso di quegli anni, inoltre, la società preferì Lecce a Melfi in una strategia di depotenziamento degli impianti che, quindi, coinvolse la città lucana. La sede leccese della Cnh Industrial rappresenta ora un fiore all’occhiello dell’economia salentina, una delle poche realtà territoriale veramente in salute.

 

Alessandro Chizzini