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Palazzo Carafa, dimissioni per il direttore generale Solombrino

Nella lunga e tormentata vicenda di via Brenta questa volta protagonista è l’ingegnere Piergiorgio Solombrino, direttore generale del Comune di Lecce e firmatario della stima degli immobili al centro dell’inchiesta

 

Ancora lontana dalla fine, la vicenda più discussa degli ultimi tempi continua a creare imbarazzi a palazzo e dopo l’arresto di Giuseppe Naccarelli, una serie di iscrizioni nel registro degli indagati e di nomi tirati in ballo, cadono altre teste. Parliamo ancora del leasing di via Brenta per il quale questa volta a pagare il prezzo è l’ingegnere Piergiorgio Solombrino. Le sue dimissioni, prima richieste informalmente dal primo cittadino, poi smentite dall’interessato, arrivano come l’ennesimo pezzo caduto di un domino che da settembre ha visto  moltiplicarsi i sospetti e rivelazioni. Il suo ufficio a Palazzo Carafa resterà, infatti, vuoto.
Decisive le perquisizioni della scorsa settimana. Era venerdì quando la Guardia di Finanza ha, infatti, cercato ancora negli uffici comunali, tra cui proprio quello del direttore generale dell’ente, Piergiorgio Solombrino, al tempo dell’acquisto dei palazzi di via Brenta, a capo dell’ufficio tecnico. La perquisizione nell’ufficio di Solombrino, arrivata nello stesso giorno della scarcerazione di Giuseppe Naccarelli, ora ai domiciliari, è stata disposta dopo che il suo nome era finito sul registro degli indagati, il cui elenco va aumentando, per l’acquisto degli immobili il cui valore fu gonfiato a dismisura, secondo l’accusa, proprio nella stima che riporta la sua firma. Una stima, su cui nella conferenza stampa seguita agli arresti si era espresso senza mezzi termini lo stesso procuratore capo Cataldo Motta, e che Solombrino aveva redatto insieme al geometra Roberto Brunetti, presente nella medesima ordinanza. Dopo circa 48 ore la decisione, certamente sofferta, di Solombrino, arrivata a Palazzo Carafa insieme ad una missiva per il primo cittadino che nei giorni scorsi gli aveva chiesto un passo indietro, almeno per lasciare che passasse il ciclone giudiziario che dopo quello politico ha investito il Comune di Lecce.
Le dimissioni di Solombrino seguono, dunque, la scia di imbarazzo e incertezza che da settimane serpeggia nell’ente comunale leccese, dopo l’arresto di Giuseppe Naccarelli, arrivato una manciata di giorni fa, insieme agli arresti domiciliari per il costruttore dei palazzi di via Brenta Pietro Guagnano e per il dirigente della Selma Bpm (società che stipulò il leasing col Comune di Lecce) Vincenzo Gallo. Le dimissioni di Solombrino non mettono certo la parola fine alla vicenda, la poltrona del direttore generale resterà infatti per il momento vuota: il primo cittadino ha incassato le dimissioni e non nominerà, almeno per ora, un nuovo direttore. Almeno non fino a quanto sulla città non sarà tornato il sereno. Il terremoto sembra, infatti, sembra  tutt’altro che finito e se, come sottolineava il gip Ercole Aprile “è impossibile che un funzionario abbia orchestrato da solo un affare di queste proporzioni, senza godere di appoggi politici e sponde tecniche” , allora è certo che se ne vedranno ancora delle belle. Il lavoro degli inquirenti è, infatti, sopratutto orientato a stabilire le responsabilità amministrative: e se tra i tecnici sono già venuti fuori altri nomi eccellenti, come quello di Massimo Buonerba, nel 2006 consulente giuridico dell’allora sindaco Adriana Poli Bortone.
Sugli appoggi politici, invece, si continua a scavare, anche setacciando i conti esteri, da quelli oltre il canale d’Otranto a quelli oltre Tevere della Banca Vaticana; agli inquirenti, così preoccupati dal pericolo d’inquinamento delle prove da volerlo tenere in carcere, Giuseppe Naccarelli aveva detto: “I politici sapevano”, secondo le indiscrezioni trapelate, nel calderone sarebbero finiti così anche la senatrice ed allora sindaco Poli Bortone e l’ex assessore al bilancio Ennio De Leo. La stessa Poli però si era tirata fuori dalla mischia: “mi sono limitata a dire che l’affare era interessante” aveva risposto. Ma in una riunione dell’ex giunta Poli, gli ex assessori, compreso Severo Martini, in un documento mettono nero su bianco la loro estraneità. Tra loro non c’è Ennio De Leo che avrebbe invece già chiesto al pm Imerio Tramis di essere ascoltato.

 

Alessandra Lupo