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Un’estate work in progress per il sindaco Gianmaria Greco

Dopo aver scongiurato l’ecotassa, il primo cittadino pensa già alle opere pubbliche, al Wi-Fi gratuito e al sostegno delle famiglie bisognose. E, naturalmente, all’edizione 2016 della Fòcara di Sant’Antonio 

 

Dal 1° giugno scorso Gianmaria Greco (nella foto) è al lavoro insieme alla sua squadra di governo per rilanciare l’immagine di un paese che è noto a livello internazionale per la festa di Sant’Antonio e la sua Fòcara, e che vuole investire sempre più nelle proprie eccellenze. In questa intervista, Greco ci racconta i prossimi obiettivi da raggiungere e le prime anticipazioni sull’edizione 2016 della Fòcara. 

Sindaco Greco, sono trascorsi quasi due mesi dalla sua elezione a sindaco di Novoli. Come è stato questo avvio? 

Sicuramente è un’esperienza molto impegnativa e che comporta una grande responsabilità. Novoli ci ha tributato un enorme consenso e questo significa che ci sono grandi aspettative nei nostri confronti. In un momento di grande difficoltà economica per tutti gli enti, con i limiti imposti dalla legge e dal Patto di stabilità, possiamo solo garantire che il massimo impegno non verrà mai meno. 

Quali sono i primi obiettivi che si è prefissato di raggiungere? 

Abbiamo preso degli impegni precisi in campagna elettorale, innanzitutto con la campagna “5 impegni nei primi 100 giorni” che vogliamo portare a compimento. Si va dalla ricollocazione del Monumento ai caduti al Wi-Fi gratuito nella piazza di Villa Convento e la diretta streaming dei Consigli comunali. Come primo risultato abbiamo scongiurato l’ecotassa ed abbiamo segnato il record assoluto di raccolta differenziata da quando esiste il servizio. 

Lei ha rinunciato alle sue prime indennità di sindaco in favore di opere sociali. Un gesto encomiabile.

In un momento così difficile per tanti nostri concittadini è necessario dare noi per primi il buon esempio. È importante che le persone che si trovano in difficoltà si sentano meno sole. A volta per fare ciò bastano anche solo piccoli gesti. 

Quando si parla di Novoli si pensa subito alla Fòcara… 

Novoli è conosciuta per la festa di Sant’Antonio Abate e la sua Fòcara, ma è anche molto altro. Il nostro Teatro Comunale ospita rassegne importanti, come quella che si è appena conclusa “Festival della Valle della Cupa”, c’è una bellissima pinacoteca che apriremo quanto prima al pubblico, un forte fermento associazionistico ed una forte squadra di calcio che milita nel campionato d’Eccellenza. 

Ci saranno novità nella prossima edizione della Fòcara? Cambierà qualcosa? 

Siamo al lavoro per ridefinire la struttura della Fondazione Fòcara, che si occuperà, insieme ai partner ed al comitato, del’organizzazione dell’evento 2016. Si sentono in giro numerose ipotesi che allo stato attuale non corrispondono a verità. Stiamo procedendo a verificare lo stato di salute della struttura, per poi individuare le future strategie necessarie per intraprendere il nuovo percorso. 

Può darci qualche anticipazione?

È un po’ presto. Sicuramente cercheremo di dare maggior rilievo alle competenze ed alla professionalità novolesi, nel rispetto della tradizione e nell’ottica di un recupero dei valori che hanno segnato la festa per decenni. L’unica certezza è che la Fòcara non sarà più oggetto d’installazioni artistiche. La Fòcara tornerà al suo aspetto tradizionale e più conosciuto e poi ci saranno i laboratori. 

Cosa sono i laboratori della Fòcara? 

I laboratori della Fòcara sono gruppi d’ascolto focalizzati sul confronto tra associazioni, operatori culturali, artisti, esponenti dei comitati festa che si sono succeduti nel corso degli anni, o semplici cittadini che vogliono confrontarsi sulla programmazione della prossima festa. Inoltre promuoveremo delle assemblee pubbliche come luogo di incontro tra vecchie e nuove generazioni,  tra i custodi della memoria storica e le innovazioni che possono portare i giovani, nel rispetto della storia e della tradizione folkloristica e religiosa che hanno permesso a questa festa di essere conosciuta in tutta Italia. Dalla condivisione nascerà l’evento 2016 segnando una chiara linea di demarcazione dalla gestione individualista che ha contrassegnato questi ultimi cinque anni. 

Un ritorno al passato?

Sicuramente meno marketing e più spiritualità. Non bisogna dimenticare che è sempre una festa religiosa, ed in ossequio ai suoi valori bisogna cercare di contenere le spese, cercando, se possibile, di creare i presupposti per una ricaduta economica per il territorio. 

Qual è il suo sogno nel cassetto per i futuro di Novoli? 

Da amministratore di una comunità, sapere che 200 famiglie novolesi ricorrono al sussidio per l’indigenza è una sconfitta umana e politica. Vorrei rivolgere l’attenzione prima a quest’ultimi, nella speranza di riuscire a creare i presupposti per una politica sociale che permetta ad ogni novolese un benessere minimo e dignitoso. Solo da questo punto di partenza si può programmare un futuro.