Una beffa ad alta velocità

Dopo una stagione estiva che ha registrato un notevole incremento degli arrivi di turisti nel nostro territorio, arriva la doccia fredda dell’esclusione del Salento dalle tratte degli ETR 500

 

In questi ultimi giorni abbiamo avuto l’anticipazione di quello che potrebbe essere un autunno caldo per i trasporti. Trenitalia ha deciso: i treni superveloci ETR 500 “Frecciarossa” provenienti da Milano arriveranno solo fino a Bari, penalizzando Lecce e il suo territorio. Di calda, diciamolo, ci è bastata l’estate con la sua spazzatura, il turismo abbondante ma anche un po’ corsaro; iniziare l’autunno con questa notizia proprio non ci voleva. Una novità? Non proprio visto che già altre volte i collegamenti con il Sud sono stati gli obiettivi privilegiati di quella scure con cui si volevano far quadrare i bilanci delle sempre un poco sgangherate Ferrovie statali. 

Nulla di nuovo sotto al sole, quindi, sia quello estivo che quello autunnale o quasi. A fare infatti la differenza fra i tagli di ieri e quelli di oggi ci sono: le parole del presidente del consiglio, Matteo Renzi, che tempo fa definì il Sud “piagnone” ed in più la sua promessa pure pre-estiva di elaborare un piano di intervento per il Meridione; il fatto che Lecce e la sua provincia in questi ultimi anni hanno segnato incrementi della presenza turistica notevoli (i dati attuali, seppure ad oggi ancora parziali, parlano addirittura per quest’ultima stagione di un aumento con picchi in alcune città pari al 30% rispetto allo scorso anno); l’impegno degli imprenditori a potenziare l’offerta distribuendola su un arco temporale più ampio che abbracci tutto l’anno; infine, l’enorme sviluppo tecnologico che caratterizza questa parte della Puglia. 

Se si guarda però a quelle appena elencate non solo come a differenze ma a dati di fatto, peculiarità, punti forza, ebbene questo volere fermare i treni veloci a Bari appare in tutta la sua assurdità. Fra tutte le voci sollevatesi all’unisono contro questa sciagurata decisione, particolarmente significativa quelle di Michela Almiento e Salvatore Arnesano, segretari generali rispettivamente delle sezioni di Brindisi e Lecce della Cgil, i quali ricordano come “da tempo si registra, da parte delle Ferrovie dello Stato Italiane spa, un disinteresse complessivo a investire nel Salento. Abbiamo dovuto assistere infatti negli ultimi mesi allo ‘scippo’ di 40 milioni di euro destinati a rendere Surbo un polo tecnologicamente avanzato e attrezzato per garantire qualsiasi tipo di intervento manutentivo ai treni. Ciò avrebbe significato nuova occupazione e maggiore radicamento dell’azienda nel Salento. Purtroppo le risorse sono state distratte per investire altrove, ma attualmente -concludono i segretari Cgil- non esistono ostacoli tecnici che richiedano investimenti aggiuntivi che quindi impediscano che il treno ad alta velocità, una volta arrivato a Bari, prosegua per Brindisi e giunga fino a Lecce”.

La decisione di tagliare la Puglia e l’Italia a Bari ha generato in effetti reazioni polemiche da parte di tutti i partiti senza che, rileviamo, alcuno di essi sollevasse questioni localistiche di tipo leghista. Le critiche unanimi sono nate tutte guardando al futuro, al buon futuro come direbbe qualcuno. 

 

Intanto “Rotaie di Puglia” propone il treno turistico con partenza da Gallipoli  

 

In questi ultimi tempi, partendo dalla doppia suggestione del treno come mezzo “antico” di trasporto in un paesaggio per certi aspetti ancora immune dalla cementificazione selvaggia, si è dato corso ad una interessante iniziativa, quella del “Salento Express”. Il convoglio d’epoca, composto da carrozze costruite tra il 1903 e il 1947, ideato da Aisaf Onlus nel 2011 per effettuare viaggi turistici e culturali in Terra d’Otranto, ha una capienza di 300 posti. Nell’estate che sta per concludersi è stato organizzato un treno speciale detto “dei Due Mari” che ha collegato Gallipoli con Otranto. L’iniziativa non è destinata a rimanere isolata: il prossimo 5 settembre si collegherà infatti Lecce a Martina Franca, capitale della Valle d’Itria. 

Inoltre, in occasione dell’arrivo nel porto di Gallipoli della nave da crociera “Minerva”, Luigi Mighali, presidente dell’associazione “Rotaie di Puglia”, ha rilanciato l’idea di istituire per queste occasioni, un servizio turistico con il convoglio d’epoca riservato ai crocieristi che, partendo dalla fermata delle Ferrovie del Sud Est a Gallipoli porto, possa condurli a passo lento tra le bellezze dell’entroterra salentino, in alternativa ai bus. L’idea è infatti quella di utilizzare il treno storico “Salento Express” direttamente dalla fermata (attualmente in disuso) del porto di Gallipoli. 

 

Fabio Antonio Grasso