Mer, 31 Ottobre 2012, 0:00

Un appello per il recupero della chiesetta di S. Maria della Grotta

Parte dall’ex consigliere comunale Davide Quarta l’invito alla valorizzazione di una delle chiesette più rappresentative dell’arte sacra basiliana 
 
L’allarme di un lento ma inarrestabile degrado della chiesetta collocata alle spalle del Quartiere Fieristico viene lanciato dall’ex consigliere comunale Davide Quarta; nella sostanza, l’esponente politico dell’Udc chiede al Governo cittadino quali provvedimenti intenda adottare per la tutela della “Grottella”, piccola dimora religiosa che custodisce in sé affreschi propri dell’arte sacra basiliana. “La struttura -spiega Quarta- nonostante qualche appello all’Amministrazione comunale allo stato attuale non è stata interessata da alcun provvedimento; si era ventilata l’ipotesi di un interessamento  di qualche benefattore perché presentasse un progetto volto al recupero della struttura, ma a distanza di molto tempo non si hanno notizie in merito. Visto che Galatina ha ottenuto l’ambito riconoscimento di ‘Città d’arte’ credo che sia davvero folle non curarsi di una delle chiesette più rappresentative della città”. 
Che la città sia stata in tempi antichi al centro di un’intensa attività commerciale, evangelica e sociale lo hanno affermato i numerosi studiosi che hanno fatto tappa nella nostra città. A testimoniare in modo diretto un fervido passato, i siti di notevole interesse archeologico che sorgono nei dintorni di Galatina: la cripta di S. Anna, in contrada Piani, che originariamente doveva far parte di un antico convento di basiliani, e la sua singolare icona cinquecentesca, il frantoio ipogeo di epoca medievale ubicato in contrada Grotti. Per non parlare delle innumerevoli masserie fortificate che punteggiano l’agro di Galatina e al cui interno sono custodite cripte e cappelle testimonianze di un antico modello di economia  a carattere ecclesiastico. 
“L’iniziativa in questione -conclude Quarta- si dovrebbe inserire nell’ambito di un programma di rilancio del turismo culturale e religioso che l’Ente locale dovrebbe mettere in atto per attuare quel processo di valorizzazione e promozione del patrimonio artistico-culturale della nostra città”. 
 
Gianfranco Tundo