Il consigliere regionale Paolo Pagliaro (FdI) torna a denunciare l’inadeguatezza del sistema ferroviario salentino
“Due ore e 50 minuti per percorrere i 65 chilometri fra Lecce e Gagliano del Capo, a bordo di un treno a gasolio delle Ferrovie Sud Est che sferraglia a 50 chilometri all’ora. Oggi come cinque anni fa, come l’8 gennaio 2021 in cui facemmo lo stesso viaggio per denunciare questa vergogna, nulla è cambiato. Nonostante i 50 milioni che riuscimmo ad ottenere con una nostra mozione ad aprile 2021 per l’elettrificazione della linea salentina delle Fse fino a Gagliano del Capo, ci vorrà ancora tempo per passare finalmente ai treni elettrici con i tempi lumaca dei cantieri”.
Inizia così la nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro (Fratelli d’Italia) attraverso la quale ritorna su una delle annose e principali criticità del territorio salentino.
“In Consiglio regionale -continua il rappresentante di opposizione- chiederemo presto una nuova audizione in Commissione Trasporti per un aggiornamento sull’avanzamento dei lavori, e non ci stancheremo di sollecitare il completamento della metropolitana di superficie del Salento per rottamare definitivamente i treni del Far West e assicurare a pendolari salentini e turisti un trasporto ferroviario locale moderno ed efficiente, con tempi di percorrenza accettabili”.
Pagliaro sfrutta l’occasione per illustrare lo sbilanciato paragone con il servizio ferroviario del territorio pugliese settentrionale: “Qualche giorno fa il neo assessore ai Trasporti e alle Infrastrutture, Raffaele Piemontese, è salito insieme a studenti e lavoratori sul treno veloce Foggia-Bari del mattino, che impiega appena un’ora per coprire una distanza di 115 chilometri. Noi ci abbiamo messo quasi il triplo del tempo per coprire la metà del percorso: un divario che certifica l’arretratezza dei trasporti a cui il Salento è condannato da decenni. Perciò invitiamo l’assessore Piemontese e il presidente Antonio Decaro a salire su un treno del Far West insieme a noi, per rendersi conto delle condizioni indegne in cui viaggiano i nostri pendolari e i turisti che si avventurano sulle littorine a gasolio. Questo è il divario plastico di una Puglia a due velocità, un divario che denunciamo da trent’anni e che continueremo a batterci perché sia finalmente colmato”.


