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Tra Gallipoli e Maglie scoppia la guerra del capolinea

Fa discutere i rappresentanti della “Città bella” l’indicazione dell’assessore provinciale Ciccarese di spostare il terminal di Trenitalia di Lecce a Maglie. Un dibattito che sembra avere spunti di  campanilismo, più che una vera e propria ragion d’essere 
 
Adesso spunta Gallipoli come candidata all’ultima fermata. In attesa di conoscere i dettagli della proposta dell’assessore ai Trasporti della Provincia di Lecce, Bruno Ciccarese che ha suggerito di spostare la stazione terminale delle Ferrovie dello Stato, trasformando lo scalo di Maglie in un grande hub per il decollo del Sud Salento, arrivano le prime polemiche venate da un pizzico di campanilismo. 
Il primo a prendere la parola nei giorni scorsi, è stato il sindaco di Sannicola Giuseppe Nocera, che aveva rivendicato come più utile il trasferimento a Gallipoli del nuovo capolinea meridionale in virtù di una maggiore funzionalità della “Città Bella” avvezza, già dai primi anni del Novecento a spedire i convogli sulla tratta nazionale fino a Bologna. 
Più articolato il discorso dell’ex consigliere comunale Giuseppe Coppola che preoccupato dello “scippo” che potrebbe essere operato ai danni della città di Gallipoli favorendo il centro magliese, ha riproposto il potenziamento dello scalo gallipolino progetto avanzato oltre dieci anni fa all’attenzione dell’allora commissario prefettizio, Francesco Leopizzi che inviò la richiesta al Ministero dei Trasporti, al Presidente della Giunta Regionale e alla Direzione Generale delle Ferrovie dello Stato. 
“Gallipoli -spiega Coppola- conta un bacino di oltre 200 mila presenze nei tre mesi estivi. La stazione sarebbe prioritaria in chiave turistica e per il potenziamento di collegamenti e trasporti. È utile inoltre ricordare che la tratta ferroviaria Gallipoli-Lecce è stata di proprietà delle Ferrovie dello Stato e data in concessione alle Ferrovie del Sud Est. In effetti, già negli anni Trenta, era attiva la tratta diretta Gallipoli-Bologna. In considerazione della straordinaria importanza dell’argomento, sono certo di un efficace interessamento, ciascuno per le proprie competenze, dei rappresentanti politici provinciali, regionali e nazionali”. 
Ma a stoppare Coppola non ci ha pensato qualche politico magliese o qualche affezionato alla stazione leccese, ma un suo conterraneo, il consigliere regionale del Pdl Antonio Barba: “Alcune idee che si leggono in questi giorni sui giornali più che essere il frutto di un attaccamento viscerale a Gallipoli, appaiono più che altro come sentori d’aperitivo della campagna elettorale della prossima primavera. Proposte vecchie di dieci anni non possono essere rese attuali passando il bianchetto sulla data di presentazione, perché diversi sono i tempi e diverse le prospettive. A Trenitalia, che per razionalizzare i costi taglia le tratte con la città capoluogo, non si può chiedere di trasformare Gallipoli in capolinea. Poi, se per raccattare qualche applauso, si vuole parlare della costruzione nella Città bella persino di un eliporto a scirocco e di un aeroporto internazionale a tramontana lo si può anche fare. Ma bisogna tener presente che i cittadini non hanno l’anello al naso e non credono a tutto ciò che viene loro propinato con la campagna elettorale alle porte. Da consigliere regionale, e sono certo che lo stesso valga per l’onorevole Barba e per i consiglieri provinciali Di Mattina, Minutello e Quintana, mi piacerebbe poter discutere su questioni serie e concrete che migliorino veramente la città e che non siano lanciate per gonfiare l’ego ipertrofico dei proponenti”.