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Tempi duri per l’amministrazione Coluccia

Sono sempre più insistenti le voci sul possibile strappo nella maggioranza. Nodo principale della questione la nomina di presidente e consiglieri del Csa
 
Tempo di nomine, tempo di polemiche. La nomina del presidente e dei due consiglieri che rappresenteranno l’Amministrazione comunale nella Csa (società di servizi partecipata del Comune) è al centro delle tensioni nella maggioranza. La presidenza della Csa, assieme a quella dell’Ente Fiera, dovrebbe andare al Psi. I socialisti hanno indicato al sindaco, Giancarlo Coluccia, la figura di Giuseppe Corciulo per la presidenza della Csa, ma è sulla nomina dei consiglieri che si è arrivati allo scontro. Una buona parte dei consiglieri di Io Sud e Polis, intendono far valere le loro ragioni. Prima hanno dovuto digerire scelte piovute dall’alto, ora devono prendere atto del mancato coinvolgimento sulle scelte da farsi per gli incarichi di sottogoverno. 
“Non si può escludere che nei prossimi consigli comunali si decida di dichiararsi indipendenti dando al sindaco unicamente l’appoggio esterno”. Così i dissidenti, spazzano via i proclami che inneggiavano ad una pace ritrovata o mai persa. Chi oggi rivendica visibilità e possibilità di dare risposte al proprio elettorato, probabilmente  rimarrà a mani vuote. In ogni caso quello nella Csa non è un incarico facile. Pesa sul bilancio un pesante debito che dovrebbe aggirarsi attorno al 1 milione e 200mila euro. La ciliegina sulla torta potrebbe essere il ritorno della questione del megaparco commerciale in località Cascione a Collemeto. La delibera della Giunta Gabellone, sulla compatibilità del progetto, è di questi giorni. 
È stato il commissario straordinario, Alberto Capuano, a ridare impulso all’iter trasmettendo gli atti alla Regione Puglia e alla Provincia di Lecce. Tanti i problemi sul tappeto: dalla difesa dei piccoli dettaglianti, alla viabilità, all’attenzione verso il centro cittadino affinché non si svuoti a vantaggio delle “scampagnate” all’ipermercato. Ora si tratta di capire come sarà affrontato dall’Amministrazione comunale lo sviluppo del progetto, senza dimenticare che su questa questione Sandra Antonica fu mandata a casa. Nel frattempo il Pdl sta valutando l’opportunità di un ricorso al Tar per illegittimità del secondo Consiglio.
 
Maddalena Mongiò