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Sarparea, il Resort della discordia

Il nuovo progetto prevede 95mila (anziché 160mila) metri cubi di costruzioni in pieno uliveto secolare, tra Sant’Isidoro e Porto Cesareo. Il sindaco Mellone non si esprime, ma Pd e Movimento 5 Stelle insorgono: “No alla cementificazione” 

 

Resort Sarparea, presentato il nuovo progetto. In una conferenza stampa tenutasi presso l’Oasi “Quattro Colonne” a Santa Maria al Bagno, l’investitrice britannica Alison Deighton ha descritto alla città e ai suoi amministratori il suo progetto di costruzione di un resort nell’uliveto secolare della Sarparea, polmone verde situato tra Sant’Isidoro e Porto Cesareo, in territorio neretino. La battaglia (legale, politica e burocratica) va avanti da anni e finora gli inglesi hanno avuto tutti i via libera necessari per iniziare i lavori. 

Tuttavia l’opera presentata lo scorso 16 gennaio, per un investimento complessivo di 70 milioni di euro, è meno impattante rispetto agli intenti iniziali: da 61 unità immobiliari si è passati a 30; da 160mila metri cubi di volumetria sci è scesi a 95mila; gli ettari interessati dai lavori saranno 19. Dulcis in fundo, un bosco di ulivi di quattro ettari -assicurano gli imprenditori- diventerà un parco pubblico. 

Alla conferenza stampa era presente naturalmente il sindaco di Nardò Giuseppe Mellone, oltre ad amministratori, ambientalisti e associazioni. Proprio sul sindaco neretino erano puntati molti occhi: non c’è ancora infatti una posizione ufficiale di Palazzo Personè (manca solo il parere della Giunta comunale per dare corso alla fase esecutiva). Un silenzio che per molti ha il sapore di un sì al progetto che arriverà da Mellone e dalla sua maggioranza. Si dicono invece contrari alla nascita del resort nel bosco della Sarparea il Pd neretino e il Movimento 5 Stelle. “Questa barbara proposta di costruzione -ha tuonato il consigliere comunale di minoranza Lorenzo Siciliano– inizia sempre di più a concretizzarsi, sotto il silenzio di chi fino a ieri era fortemente contrario ed oggi sembra aver cambiato d’improvviso idea. Io dico no alla cementificazione di uno degli uliveti più belli ed antichi di Puglia”. 

Secco no anche dai 5 Stelle: “Faremo di tutto -scrivono- affinché lo sciagurato groviglio di leggi, norme burocratiche, cavilli legali e arzigogoli politici che da sempre ammorba l’aria non vinca ancora una volta. Saremo in prima linea in difesa di uno dei nostri gioielli che non merita di essere cancellato dalla memoria ma nemmeno abbandonato a sé stesso”. 

 

Intanto a Nardò nasce il Comitato “Salviamo la Sarparea”

 

Il 20 gennaio scorso si è costituito il Comitato “Salviamo la Sarparea” per impedire la nascita del resort. A costituirlo, associazioni e cittadini: Fare Verde, Lida, Lipu, Verdesalis, “Diritti a Sud”, Comitato Permanente per la Salute e l’Ambiente, “I Guardiani del Faro”, Forum Ambiente e Salute, Italia Nostra Salento Ovest, Italia Nostra Sud Salento, Csv Salento, Sos Costa Salento, Portadimare, Centro Studi “Salento Nuovo”, Fondo Verri, Avvocatideiconsumatori. Non mancano le adesioni politiche: Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle Nardò, Associazione “Nardò Bene Comune”, Lorenzo Siciliano, Daniele Piccione, Roberto My, Rino Giuri. 

“Riteniamo -fanno sapere dal Comitato, coordinato dall’avvocato Stefania Ronzino– che la Sarparea non sia luogo idoneo ad alcuna costruzione, non ci sono opere di mitigazione o parchi degli ulivi che tengano. Il Comitato presenterà al Comune di Nardò una formale diffida dal procedere con qualsivoglia decisione in merito alla realizzazione del progetto, prima che gli organi competenti abbiano effettuato le verifiche necessarie a confermare formalmente la già riconosciuta monumentalità dell’uliveto”.  

 

Stefano Manca