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Quel ponte tra Maglie e la Bosnia

Per i 25 anni della “Biblioteca di Sarajevo”, l’associazione ha visitato le città bosniache per future cooperazioni e scambi culturali

Per i 25 anni della “Biblioteca di Sarajevo” di Maglie, i soci dell’associazione politico-culturale hanno visitato la città bosniaca che dà il nome allo storico circolo.
Prima tappa Mostar, raccontano dal sodalizio magliese, e il suo famoso ponte; poi la capitale Sarajevo e le sue tragiche ferite, ancora presenti, della guerra del 1992-1995; ancora, la visita alla Vijećnica (il più vasto e rappresentativo edificio del periodo austro-ungarico di Sarajevo) e la Biblioteca Nazionale e Universitaria della Bosnia-Erzegovina. Qui la delegazione magliese lo scorso 22 luglio ha incontrato Aiša Telalovi, responsabile del Dipartimento per le relazioni internazionali e i progetti.
Durante l’incontro si è discusso dell’attuale situazione della Biblioteca Nazionale e Universitaria della Bosnia ed Erzegovina, del persistente rifiuto delle istituzioni di finanziarne le attività, del ritorno alla sede del Comune di Vijećnica, delle attività e delle collezioni della Biblioteca e del programma per la commemorazione del 34° anniversario dell’incendio che nell’agosto 1992 distrusse gran parte delle sue collezioni.
Da qui gli obiettivi condivisi in un filo che lega e legherà Maglie a Sarajevo: progetti, scambi culturali, cooperazione e anche una petizione popolare per riportare la Biblioteca Nazionale e Universitaria della Bosnia Erzegovina nella sua sede storica alla Vijećnica, dove era collocata fino ai bombardamenti del 1992.
Tornando a Maglie, correva l’anno 2001 quando nacque l’associazione politico-culturale “Biblioteca di Sarajevo”. Un nome scelto, raccontano i fondatori, “per l’alto valore che la cultura assume nel rapporto tra i popoli e la programmata ricostruzione della Biblioteca, iniziata successivamente nel 2003, rappresentando la speranza di ricostruire un mondo di pace e fraternità”.
Dal 2010 la Biblioteca di Sarajevo è affiliata ad Arci e ha contribuito – e contribuisce – a dar vita a Maglie a coordinamenti ambientalisti, presidio di “Libera” e comitati politici e referendari (Acqua Bene Comune, Salviamo la Costituzione e altri).

Stefano Manca

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