Ven, 23 Settembre 2011, 0:00

Primarie sì, primarie no

Per il centrodestra leccese il grattacapo si chiama ancora Adriana Poli Bortone. Ma per il centrosinistra la gatta da pelare sono le primarie, che rischiano ora di creare non pochi malumori 
 
Sollecitato dal sottosegretario Alfredo Mantovano (non senza una replica al vetriolo dell’europarlamentare  Raffaele Baldassarre) il Pdl salentino si dichiara ufficialmente disposto a incontrare Io Sud in merito alle comunali leccesi. Intanto però il partito e anche il sindaco uscente Paolo Perrone sorvegliano attentamente le mosse della senatrice, valutando quali potrebbero essere nel prossimo delicatissimo periodo i suoi sodali o sponsor. E che la Poli intenda mostrare tutto il suo appeal politico in vista delle amministrative lo si capisce anche dal programma della Festa del Sud che per l’intero week-end vede sfilare alla Villa comunale di Lecce ospiti del calibro del presidente regionale del Pd Michele Emiliano e il vicepresidente dei senatori Pdl Gaetano Quagliariello, oltre al coordinatore pugliese dell’Udc, Angelo Sansa.
Per il centrosinistra invece la gatta da pelare sembrano destinate ad essere ancora una volta le primarie. Prima strombazzate dal Partito Democratico come la strada maestra ed ora sul punto di essere sacrificate sull’altare di un’alleanza con l’Udc, rischiano di creare non pochi malumori e delusioni. Se il Partito Democratico dovesse infatti ufficializzare la proposta di candidare a sindaco di Lecce l’avvocato Ernesto Sticchi Damiani, nome che ormai circola da settimane senza smentita e che sarebbe graditissimo anche allo Scudocrociato, dovrebbe infatti vedersela con quanti sinora hanno aspettato con fiducia che il principale partito della coalizione indicasse un proprio candidato per le primarie, che vedono già da tempo ai nastri di partenza Carlo Salvemini. 
Per sottolineare quest’impasse del centrosinistra è già nato un comitato per le primarie, con tanto di petizione on line per ribadire che mai e poi mai la base accetterà decisioni prese dall’alto. Mentre da Sinistra Ecologia e Libertà, il segretario cittadino Antonio Montillo ha già annunciato un aut-aut al prossimo tavolo di coalizione. 
Le primarie intanto suonano ormai di casa anche nel centrodestra, tanto che al termine del vertice del Pdl salentino di venerdì scorso, i coordinatori provinciali Cosimo Gallo e Saverio Congedo le ponevano come regola a chiunque, leggi Poli, volesse sfidare Paolo Perrone  per la ricandidatura a sindaco. La sfida delle primarie, inoltre, potrebbe attirare anche Alleanza per Lecce. Il movimento, che ha già messo insieme le sue liste per le comunali e recentemente ha anche presentato i suoi simboli per le amministrative nei comuni in cui si tornerà alle urne in primavera, terrà a giorni la sua mega convention per decidere se e con chi allearsi. 
Paolo Pagliaro e compagni hanno sondato a lungo il terreno dei due schieramenti, per vedere quale lasciasse più margini di trattativa sugli argomenti fondanti per Apl, primo tra tutti la regione Salento. Dalle dichiarazioni rilasciate da Pagliaro, però, non sembra che al momento centrosinistra e centrodestra si siano dimostrati abbastanza convinti, ne convincenti. Per il centrosinistra, anzi, la peculiarità neo-regionalistica del movimento Regione Salento rappresenta anche un aspetto imbarazzante, tanto che lo stesso Carlo Salvemini, nella sua convention pubblica del tre settembre aveva sconsigliato a Pagliaro di partecipare, ritenendolo un alleato politicamente impossibile almeno quanto Adriana Poli Bortone. 
 
Alessandra Lupo