Sanità, il portavoce del comitato Antonio Giannuzzi scrive al governatore pugliese
Antonio Giannuzzi, portavoce del comitato per il Nuovo ospedale del Sud Salento, prende carta a penna e in un’appassionata lettera aperta si rivolge al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, al vicepresidente Cristian Casili, all’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia, all’assessore alle Infrastrutture Raffaele Piemontese, all’assessore al Bilancio Sebastiano Leo, al presidente della III commissione regionale Sanità Felice Antonio Spaccavento e al presidente del consiglio regionale Antonio Matarrelli, oltre che ai capigruppo dei principali partiti da sinistra a destra Stefano Minerva, Paride Mazzotta, Paolo Pagliaro, Maria Ghezza, Ruggero Mennea.
“Salutiamo con tante aspettative la nuova composizione della giunta regionale della Puglia. Ne deriva la fiducia che finalmente, dopo 15 anni di rinvii, il Nuovo Ospedale Sud Salento si concretizzi. Fino ad oggi negligenze e superficialità anche di chi si adopera per la dilazione degli adempimenti occorrenti e soprattutto c’è chi sta frenando per l’accesso ai fondi necessari, non rispettando così chi si è tanto sacrificato per dare ai salentini un vero ospedale.
Questa occasione consente a noi del Comitato pro ospedale, di fare gli auguri per il vostro gravoso impegno, e di porvi alcune domande, fino ad oggi senza risposte.
-Dopo la rinuncia ad utilizzare il lascito testamentario di oltre 3 milioni di euro, con la motivazione che quei fondi non potevano essere usati per il nuovo ospedale, perché erano insufficienti, come se qualcuno potesse pensare il contrario, hanno lasciato scadere i tempi per l’utilizzo dei fondi pubblici 146milioni di euro.
Ci chiediamo se nell’ incontro del presidente Decaro con il vicepresidente europeo Fitto, del 14 marzo scorso, dove sono state evidenziate le tante situazioni meritevoli di essere finanziate, per risolverle, se è vero che non è stato possibile sollevare, il problema dei finanziamenti necessari per la costruzione del nuovo Ospedale Sud Salento. Se è così, perché?
Ancora: il testamento prevedeva che le somme non utilizzate entro 5 anni della pubblicazione, dovevano essere destinate per il completamento della Casa di Riposo di Maglie, ora ISPE. Chi ha deciso, e con quale atto formale, di destinare il lascito della famiglia Carrapa per realizzare una struttura fisioterapica, seppure importante, invece di far beneficiare la Casa di Riposo?
Perché il direttore dell’ISPE non ha preteso di utilizzare gli oltre 3 milioni di euro destinati a loro, nel caso non fossero stati raggiunti gli obiettivi, come da testamento?
Perché gli amministratori del comune di Maglie non hanno ritenuto di attivarsi, in modo più deciso, nel rispetto delle indicazioni testamentarie, per obbligare il direttore dell’ISPE, a pretendere i fondi del lascito e contestualmente, vista la sua rinuncia, fare proprio l’invito a presentare le sue dimissioni nell’interesse degli anziani di Maglie?
Perché la banca depositaria ha ritenuto opportuno bonificare, a ferragosto 2024, le somme lì depositate, nonostante fosse informata che le condizioni testamentarie non erano state rispettate?
Considerato che l’attivazione del centro fisioterapico, a distanza di un altro anno, dalla tempistica prevista dal testamento, non è ancora attivo, e non è conforme ai desideri della defunta Vita Carrapa, dopo necessaria verifica, chiediamo: che gli eventuali fondi non spesi per il centro fisioterapico, vengano destinati all’ISPE di Maglie come originariamente previsto per, almeno, completarne la struttura.
Sicuri della vostra attenzione, vi porgiamo i nostri rispettosi saluti”.


