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Presentata la 5^ edizione dell’Osservatorio edile di Confapi Lecce

Dopo Superbonus e Pnrr, il settore delle Costruzioni nel Salento confida nel Piano Casa e nell’Housing

E’ un quadro fatto di luci e ombre quello emerso dall’Osservatorio edile promosso da Confapi Lecce e presentato questa mattina presso la Camera di Commercio. A giudicare dall’analisi, il comparto edile regge e resta trainante anche per l’economia salentina. Ma dopo Superbonus e Pnrr ha bisogno di essere rilanciato con nuove risorse e investimenti. A Lecce e provincia al 30 aprile 2026 si contano 64.956 imprese attive, delle quali 9.699 sono ditte di costruzioni, che rappresentano quasi il 15 per cento del totale. Ma il settore edile ha un impatto sull’economia salentina di gran lunga superiore rispetto a quel 15 per cento, perché dà lavoro, diretto e indiretto, alle attività manufatturiere e non solo.

A proposito di edilizia pubblica, Lecce si colloca al 47esimo posto su 107 province italiane. Il valore a base d’asta dei bandi ammonta a 228.311.147 euro nel 2025 contro i 202,9 milioni di euro del 2024. Le procedure esaminate sono state 3.913. Restringendo l’analisi ai soli lavori rientranti nel Pnrr, la provincia di Lecce sale al 33esimo posto. Il valore a base d’asta dei bandi, nel 2025, è pari a 43.887.433 euro.

Questi i dati principali illustrati nel corso dell’incontro pressp la Camera di Commercio di Lecce, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale all’Urbanistica e alla Casa Marina Leuzzi e del vicesindaco di Lecce Roberto Giordano Anguilla.

Ad essere esaminati, in particolare, i temi del Pnrr che va verso la scadenza prevista, il Piano Casa 2026, proposto dal Governo nazionale, e le opportunità dell’Housing. A questo proposito hanno offerto i loro contributi anche Cosimo Casilli, presidente di Arca Sud Salento, e Carlo Monticelli, presidente di Homa soc. coop. Spa.

“L’andamento del settore delle costruzioni resta positivo -ha spiegato Davide Stasi, data analyst dell’Osservatorio edile- ma si registra un rallentamento. La crescita che abbiamo registrato negli ultimi anni si è affievolita, nonostante la Pubblica amministrazione avesse comunque avuto risorse importanti da investire. Di fatto, però, ora la spinta determinata dal Superbonus prima e dal Pnrr poi si è affievolita. Sulla questione Casa, il settore turistico da un lato porta sicuramente dei benefici, dall’altro però compromette il tessuto sociale: tantissimi immobili sono stati trasformati in case vacanze e sono ormai pochi quelli dati in affitto a famiglie a canoni concordati. Una buona parte degli alloggi è destinata agli affitti brevi che consentono di incassare una maggiore e più immediata remunerazione. Questo sta determinando il fatto che oggi le famiglie trovano grosse difficoltà a ripararsi sotto un tetto. Stesso discorso vale per gli studenti”.

A rimarcare il valore del lavoro dell’Osservatorio edile è stato Giuseppe Petracca, a nome di Confapi Lecce: “Continuiamo a dare un quadro del settore dell’edilizia che possa essere utile nelle valutazioni e nelle scelte da fare. Come ogni anno, la pubblicazione contiene i dati congiunturali con approfondimenti particolari sull’aggiornamento normativo, sul rapporto col credito, sugli infortuni. Quest’anno abbiamo poi deciso di dedicare un focus sul tema Casa, perché dai dati emerge che il settore è ancora in salute. Però la conclusione del Pnrr determinerà una mancanza di risorse. L’edilizia resta un settore trainante dell’economia del Paese e del nostro territorio e riteniamo ci debba essere una programmazione di medio-lungo termine. Confidiamo molto nel Piano Casa e nell’Housing in generale. Un tema che per molti anni è stato fuori dalle agende politiche. Dopo il Piano Fanfani sono stati fatti solo interventi sporadici. E se un tempo il tema della casa riguardava le famiglie meno abbienti, oggi coinvolge una fascia molto più ampia della popolazione, che va dai giovani alle coppie giovani, agli studenti e quindi è diventato un tema di carattere sociale, che va affrontato in maniera integrata. Abbiamo apprezzato che il Piano Casa sia entrato nell’agenda di Governo. Ma, così come è stato illustrato, presenta molte criticità, a partire dai 10 milioni di euro stanziati, che tamponano solo in parte il fabbisogno. E poi il fatto di affidare queste risorse ai fondi di investimento rischia di essere un’operazione a carattere finanziario con logiche finanziarie. E quindi probabilmente gli investimenti saranno fatti soprattutto nelle grandi città e nelle zone periferiche, come la nostra, resteranno solo le briciole”.

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