Cerca

Nuova vita per il Museo Archeologico

Sabato 30 luglio sarà inaugurata la nuova struttura che conterrà i reperti preistorici, messapici, romani e bizantini recuperati nel corso di anni di scavi 

 

Buone nuove dalla Perla del Salento, dove sabato 30 luglio riaprirà il Museo Archeologico, completamente rinnovato. L’allestimento, curato sotto la supervisione di Luigi La Rocca e Laura Masiello della Soprintendenza di Taranto, si sviluppa ormai su tutto lo spazio interno del Castello aragonese per quasi 400 mq. Il piccolo Museo civico, nato nel 2009 con una piccola saletta per raccogliere i primi rinvenimenti di quelli anni, si è poi rivelato inadeguato al grande afflusso di reperti rinvenuti durante le campagne di scavo intorno alla vecchia cinta muraria aragonese. Si è pensato, quindi, a un nuovo progetto curato dall’ingegnere Rizzo che, nel 2013, ha previsto un deciso ampliamento degli spazi espositivi col fine di custodire le testimonianze che sono sempre più venute alla luce.

Il nuovo Museo ospiterà una lunga serie di testimonianze che ci riportano indietro sino all’Età del Bronzo, passando per le fasi messapiche, poi ancora romane e bizantine. La scelta e l’allestimento dei reperti è stata curata dal direttore scientifico, il professor Francesco D’Andria. Insieme a lui numerosi esperti nel campo del restauro dei reperti: Patricia Caprino, Carla De Maglio, Mario Catania, Gianfranco Moscato, Piera Balbo, Gemma Russo e tanti altri. Sono infatti oltre quaranta gli esperti coinvolti per allestire i contenuti scientifici in occasione della riapertura che avrà luogo sabato 30 luglio alle 19 alla quale prenderanno parte Amedeo Galati, l’archeologo che ha condotto la maggior parte degli scavi in ambiente messapico e medievale, e Luigi Coluccia, responsabile dei lavori di scavo nel sito protostorico della località Palombara. La nuova struttura sarà infine dotata di ausili per non vedenti, curate da 3T Service. 

Un’occasione, dunque, di conoscenza approfondita basata su testimonianze esclusive che possono, in qualche modo, stimolare la possibilità di cogliere affinità tra le espressioni culturali e artistiche del bacino del Mediterraneo, ma anche un modo per favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici. 

 

Federica Miggiano