“Regione e Comuni facilitino la permanenza delle attività commerciali e delle loro vetrine illuminate”
“La desertificazione commerciale non solo indebolisce la vitalità economica degli spazi urbani, ma compromette anche la qualità complessiva della vita cittadina, riducendo l’accesso dei residenti a beni e servizi essenziali”. Maurizio Maglio, presidente di Confcommercio Lecce, cita il recente studio della Confcommercio nazionale “Il futuro del commercio al dettaglio in Italia: tendenze e proiezioni al 2035”.
L’attenzione di Maglio è rivolta in particolare alle associazioni che raggruppano aziende e negozi che colorano i centri delle città e dei paesi.
“Lo studio di Nomisma su ‘Reciprocità e Commercio locale’ conferma che il problema è ben lungi dall’essere risolto – continua il presidente di Confcommercio Lecce – ed è non solo economico ma soprattutto sociale. Vivibilità, sicurezza, servizi sono concetti che coinvolgono l’intera comunità e di cui si devono fare carico le istituzioni locali. È vero che la Puglia sta rispondendo meglio della media nazionale nel contrasto alle chiusure delle attività commerciali ma non c’è stata, finora, una presa di coscienza con misure concrete per consolidare le presenze di negozi e attività commerciali attraverso le quali si può ancora parlare di commercio di vicinato. Questo non significa fare una campagna contro il commercio on-line ma operare affinché il panorama cittadino possa contare proprio sulle attività di vicinato, per essere vivo e dare la visibilità e la sicurezza di cui i cittadini hanno sempre più bisogno. La scomparsa dei presidi commerciali indebolisce il tessuto comunitario e contribuisce al degrado degli spazi pubblici. Per questo vogliamo guardare avanti e predisporre misure che riducano questi pericoli fino a farli scomparire. Ma c’è bisogno di misure concrete da parte di Regione e Comuni”.
Le proposte di Maglio: “Alcune amministrazioni comunali hanno incominciato a percorrere questa via, di concerto con i rappresentanti del commercio locale, attraverso agevolazioni o contributi che aiutino i titolari delle attività del commercio e dei servizi, a non abbandonare le vie dei centri storici soltanto a gentrificazione, case vacanze e b&B. Queste attività vanno meglio regolate per non allontanare, tra l’altro, gli abitanti dalle parti più antiche delle città, e per non alterare l’equilibrio tra attività orientate a fornire servizi ai residenti e quelle rivolte principalmente ai visitatori e ai turisti”.
Confcommercio di Lecce promuove quindi un dibattito aperto: “Ci facciamo promotori di un incontro con le altre associazioni di categoria e le istituzioni locali, a livello comunale, provinciale e regionale, per accendere un riflettore sulle prospettive future del settore commerciale ed evitare che la desertificazione commerciale, che gli ultimi studi danno con una diminuzione del 20% delle attività fisse ed ambulanti, possa arrivare a situazioni non governabili, con conseguenze economiche e sociali di particolare gravità”.
Lo scenario, disegnato dallo studio di Confcommercio nazionale e proiettato fino al 2035 prevede infatti, nella soluzione migliore, “un quadro migliorativo rispetto alle condizioni attuali, introducendo l’ipotesi di nuove politiche di rigenerazione urbana e commerciale, volte a contrastare i processi di desertificazione e a rafforzare la vitalità economica e sociale delle città”.


