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Medea, al di là dell’8 Marzo

Riflessioni al femminile il 26 febbraio nella chiesa dell’Addolorata di Maglie; progetto promosso dall’associazione Maje Noscia, condiviso da Cif e Fidapa e patrocinato dalla Commissione comunale pari opportunità

 

Medea è una delle figure più potenti e controverse della storia del teatro. Donna, madre, straniera, amante, tradita e ribelle: racchiude in sé tutte le sfumature del femminile, dal dono alla collera, dalla tenerezza alla distruzione. Attraverso di lei si disegna un viaggio dentro le contraddizioni umane e sociali che ancora oggi ci interrogano: l’amore che salva e ferisce, la maternità che nutre e consuma, il potere che libera e distrugge, la voce che cerca spazio nel presente anche lontano dalla patria. La rilettura della tragedia di Euripide disegna ancora oggi un viaggio tra mito e realtà, tra parola antica e voce contemporanea. Così è nato il progetto “Medea – Il Femminile tra Mito e Identità” promosso dall’associazione Maje noscia, condiviso dal Cif e dalla Fidapa e patrocinato dalla Commissione comunale pari opportunità. Intorno alla data dell’otto marzo il progetto diventa uno spazio di riflessione per tutto il mondo femminile. Il primo incontro è promosso dal Centro Italiano Femminile che ha scelto il tema della donna “straniera” che ha perso la sua patria.
Giovedì 26 febbraio, alle ore 18.30, nel salone della chiesa dell’Addolorata ci si confronterà sul tema”Medea straniera”: cosa vuol dire perdere la propria patria e trovarne un’altra; l’immigrazione femminile a Maglie tra dati e considerazioni. Margarita Franja, mediatrice linguistico-culturale presso lo Sportello per l’integrazione socio-sanitaria-culturale immigrati introdurrà e coordinerà alcune testimonianze delle Medea contemporanee. Nel mese di marzo l’incontro a cura della Fidapa.

Maria Rosaria De Lumè

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