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Lunghe attese al Pronto Soccorso del “Vito Fazzi”

Il primario Silvano Fracella bacchetta l’utenza che si rivolge presso il reparto di Pronto Soccorso anche per gli interventi più banali. Intanto personale e pazienti denunciano la presenza di scarafaggi

 

Utenti e operatori sanitari del Pronto Soccorso del “Vito Fazzi” sull’orlo di una crisi di nervi. Lunghe attese per i codici bianchi e verdi, ma anche per le urgenze capita che gli utenti debbano aspettare. Ovviamente la situazione non si determina per indolenza del personale sanitario, che è sottoposto a veri e propri tour de force per rispondere alle numerosissime richieste di intervento sanitario, ma è la diretta conseguenza di una carenza di organico e dei troppi utenti che si rivolgono al Pronto Soccorso del nosocomio leccese quando potrebbero essere curati dal medico di base o dalla Guardia medica. Sono tante le persone che attendono nella sala d’attesa dedicata ai casi meno urgenti e l’infermiera di turno allarga le braccia sconfortata: “Hanno ragione, ma anche per noi è difficile lavorare in queste condizioni”. E non basta. 

Facce sconsolate e musi lunghi, turisti attoniti che si chiedono “come fate a convivere con questi disservizi?”, considerano due fidanzatini emiliani appena arrivati nel Salento e sconcertati dalla lunga attesa. E fortuna che non hanno visto gli scarafaggi che passeggiano ‘allegramente’ nella strada laterale: roba che la Asl chiuderebbe qualsiasi attività aperta al pubblico che avesse simili ospiti. Gli infermieri di turno ammettono: “Sì, ci sono anche gli scarafaggi. Nei giorni scorsi ne abbiamo trovato uno nel mobile in cui conserviamo bicchieri e posate: abbiamo gettato via tutto”. 

Il primario del Pronto Soccorso, Silvano Fracella, ammette che la notevole richiesta di prestazioni di pronto intervento e l’organico sottodimensionato stanno mettendo in affanno la struttura. “Il problema delle attese c’è -afferma Fracella- specie d’estate con l’aumento dei turisti: siamo arrivati a circa 280 prestazioni giornaliere, ma il punto è un altro. Noi rispondiamo a una richiesta del territorio che per due terzi non dovremmo soddisfare in pronto soccorso. Statisticamente il 60% degli utenti riguarda il codice bianco e il codice verde, che potrebbero essere curati dai medici di base o in guardia medica nelle ore notturne e nei festivi. È chiaro che se il pronto soccorso continua a essere soffocato da queste richieste, con l’organico ridotto, andiamo in tilt. Oggi il cittadino vuole trovare la risposta sanitaria in tempi rapidi e senza dover girovagare, per questo sceglie il Pronto Soccorso, anche per le cose più lievi, con la consapevolezza che in ospedale si ha la possibilità di fare gli esami diagnostici e le visite specialistiche in un unico posto. Il risultato è che nei casi meno gravi le attese sono lunghe. Comunque, nei prossimi giorni avremo anche una sala per la radiologia e questo ci aiuterà ad alleggerire i tempi d’attesa”. E gli scarafaggi? “La presenza di questi insetti è stata segnalata alla Asl -conclude Fracella- ed è dovuta all’eccezionale ondata di caldo, ma non riguarda in modo particolare il Pronto Soccorso. Sono stati avvistati in qualche reparto, ma credo che stiano già intervenendo con la disinfestazione”. 

 

Maddalena Mongiò