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La legge dei grandi numeri

Saranno 70 o 78 i consiglieri che prenderanno parte al prossimo Consiglio regionale? In attesa della sentenza della Corte d’Appello di Bari si contrappongono nettamente le posizioni del centrosinistra, favorevole all’aumento del numero dei consiglieri (ma senza aggravio di costi per i contribuenti), e il centrodestra, contrario in quanto tale provvedimento sarebbe incompatibile con lo stesso Statuto della Regione Puglia 

 

Quanti consiglieri si siederanno nella prossima assise regionale? Sarà la Corte d’Appello a proclamare gli eletti del Consiglio regionale pugliese, il cui numero sarà definito a seconda che prevalga lo statuto dell’ente o la legge elettorale. Fra gli otto che rischiano il posto ci sono anche i salentini Enzo Russo e Luigi Calò, eletti rispettivamente con la lista del Pd e di Sinistra Ecologia e Libertà. Tuttavia, Russo ha già chiarito che con l’attribuzione dei coefficienti, il suo nome sarà della partita in ogni caso, e se i consiglieri saranno alla fine 78, della squadra di Viale Capruzzi potrebbe far parte anche Giuseppe Taurino, tra gli esclusi doc del Pd. I consiglieri sono pronti però a presentare la loro interpretazione autentica della legge, a firma del professor Loiodice, in cui si sosterrà che la legge debba avere la meglio sullo statuto, perché solo la squadra composta da 78 consiglieri potrà garantire a Vendola la possibilità di governare. La Regione ha girato il quesito alla Corte d’Appello, ma la querelle tecnica sul numero dei consiglieri regionali, da confermare a 70 o da aumentare a 78,  8 seggi in più per il centrosinistra che rappresentano la quota di governabilità e che si aggiungono ai 13 già assegnati come premio di maggioranza, non sono un aspetto secondario.

Sulla questione, per ora, la giurisprudenza è controversa: secondo l’avvocato Gianluigi Pellegrino non è possibile proclamare gli 8 consiglieri in più, per un principio giuridico di prevalenza dello statuto regionale, che ne prevede 70, sulla legge ordinaria che fissa il numero invece a 78 perché rinvia al cosiddetto “Tatarellum”, che è legge statale. Anche perché questa va recepita solo se non è incompatibile con la legge pugliese, che non prevede alcuna eccezione. L’importante è invece assicurare la proporzione del 60-40% tra maggioranza e opposizione e che sarebbe già garantita dal premio di maggioranza. Quello ulteriore di governabilità sarebbe dunque non previsto dall’ordinamento normativo pugliese e oltre a provocare una partecipazione non titolata di persone all’assemblea di viale Capruzzi, porterebbe ad un aumento non di poco conto sui costi della politica. Un Consiglio composto da 78 membri darebbe  potenzialmente vita ad Giunta a 16, contro l’attuale Giunta a 14. “Mi auguro che il presidente Vendola contenga i costi della politica, tenendo la Giunta nel numero massimo delle 14 unità, limitando il ricorso ad assessori che, come è noto, a differenza dei Comuni e delle Province si aggiungono al numero dei consiglieri, visto che gli assessori non si dimettono, di fatto, da consiglieri”, commenta Saverio Congedo, rieletto nell’assise regionale nelle file del Pdl. 
Le sorti del Consiglio incrociano infatti quelle della Giunta, dove non è escluso che trovi posto anche l’Udc. Il primo ok all’ingresso dello Scudocrociato nell’esecutivo Vendola arriva dal segretario del Pd Sergio Blasi che presto potrebbe sedere sulla poltrona di vicepresidente, lasciando la guida del partito al reggente Lavarra. Ma non è tutto, accanto alle quote politiche e tecniche, già quasi tutte assegnate, il presidente potrebbe infatti accogliere in squadra anche Rifondazione Comunista. L’ex partito di Nichi Vendola aveva infatti messo da parte le ruggini della scissione seguita alla vittoria di Ferrero, appoggiando la candidatura del presidente uscente già durante le primarie del centro sinistra pugliese. Un atteggiamento politicamente apprezzato che non aveva portato però alla composizione di liste comuni. Sinistra Ecologia e Libertà ha infatti corso per conto suo, lasciando che Rifondazione si unisse con Comunisti Italiani e Verdi nel raggruppamento Sinistra l’Ambiente che non ha però raggiunto il quorum. Ed è proprio in vista di questi numeri che Vendola aveva programmato di garantire l’esistenza di tutte le realtà della sua coalizione. Per questo, al suo ritorno dal Canada, il presidente affronterà anche la questione Prc, dove si fa il nome del consigliere Piero Manni, ma da Bari frenano: “Si deciderà col partito, in nomi in gioco sono numerosi e molto validi”. 
 
Alessandra Lupo