Lo sfogo di un cittadino alle prese con moduli, uffici e password
L’acqua è vitale. Per la terra. Per gli uomini. Eppure oggi è sempre più difficile gestire ciò che, per una campagna, è sempre stato naturale: un pozzo. Un pozzo artesiano. Le norme cambiano di continuo. Le regole si moltiplicano. I procedimenti diventano telematici, nascosti dentro un sito della Regione che sembra parlare solo agli esperti. Non ai contadini.
Per andare avanti servono password, piattaforme, moduli online. Servono documenti su documenti. Relazioni, planimetrie, autorizzazioni vecchie e nuove.
Servono tecnici. Ingegneri. Geologi. Uffici amministrativi che rimandano ad altri uffici.
Ma viene da chiedersi: di cosa stiamo parlando?
Di un pozzo d’acqua o di un pozzo di petrolio?
Che cosa dovrebbe fare un contadino che vuole solo continuare a coltivare la sua terra, come ha sempre fatto?
(lettera firmata)


