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I “Giovedì colturali” in masseria, tra musiche e suggestioni mediterranee

Entra nel vivo la residenza di arte, musica e gastronomia che ha per teatro la Masseria Ospitale sita sulla statale Lecce-Torre Chianca. Prossimi spettacoli in programma per l’11, il 18 e il 25 novembre
 
Chi fino ad oggi ha visto la Masseria Ospitale come uno degli insediamenti rurali tipici del territorio salentino cambi angolazione ed inquadratura. La struttura da qualche tempo è diventato “luogo” di scambio culturale, sede di residenze artistiche con protagonisti delle varie parentesi dell’arte provenienti da tutto il mondo. Qui nel corso degli anni sono sati promossi concerti ed eventi di spessore, che hanno implementato l’offerta culturale del Salento a 360 gradi seguendo, soprattutto, l’iter della destagionalizzazione.
In questo contesto si inserisce il nuovo progetto dei “Giovedì colturali” che in quattro tappe, da giovedì scorso 4 novembre fino al 25 prossimo, offre una residenza contaminata dall’arte, dalla musica ed immancabilmente dalla gastronomia. Esibizioni live, presentazioni di libri, mostre d’arte saranno accompagnate dalle specialità della cucina tipica salentina, proposte in menù speciali che ben si sposano con la “circostanza culturale”.
Dopo il vernissage consumato il 4 novembre scorso nell’appuntamento con gli Aguafria (concerto in stile balcan jazz proposto da Vincenzo Grasso, Ovidio Venturoso, Checco Leo e Giuseppe Spedicato), la tappa numero due inserita nel cartellone conduce dritti dritto a giovedì 11 prossimo venturo quando in masseria sarà di scena la musica dei veneti Margareth, portatori sani di un pop arricchito con influenze moderne attraverso un’attitudine acustica. In formazione a cinque elementi la band produce Margareth (2006) e Out of the City (2007), in formato trio invece il gruppo incide This Town (2009) e da ultimo, con un’inedita formazione a quattro, i Margareth si sono chiusi in sala prove per il loro primo disco, White Lines, uscito all’inizio del 2010 ed accolto da buoni riscontri di critica e pubblico.
Giovedì 18 novembre spazio invece alla musica d’autore di Io sono un cane. Sardo, nato nel 1983, residente a Bologna, l’artista usa voci, campioni loop, percussioni elettroniche e chitarre a basso costo. Ed i suoi, più che concerti, sono dei veri e propri comizi, accompagnati ovviamente da note violente, satiriche e polemiche. 
L’ultimo “Giovedì Colturale” di novembre, il 25, offre spazio all’Admir Shkurtaj Trio. Le sonorità della musica contemporanea, di quella balcanica e dell’improvvisazione sono gli elementi caratterizzanti di questo ensemble costituito dalla fisarmonica di Admir Shkurtaj, dalla tromba di Giorgio Distante e dal violoncello “d’Albania” di Redi Hasa. Il gruppo così composto in modo abbastanza insolito finisce per creare un forte impasto timbrico, nel quale importante e predominante è l’aspetto ritmico. I tempi dispari (della tradizione albanese) già complessi vengono ulteriormente arricchiti con le loro stesse cellule, diventando ancora più multiformi ed articolati. Negli spartiti del trio non mancano brani tradizionali riproposti in modo fedele attraverso l’uso “vocale” del violoncello. In questo modo la musica diventa un suggestivo viaggio sonoro fra una sponda e l’altra della musica e della Puglia. 
 
Daniele Greco