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Gervasi e Montagna al ballottaggio

A Galatina ha vinto l’antipolitica, ma anche i giochi di “prestigio” degli addetti ai lavori che hanno regalato il voto disgiunto già nell’aria nei giorni a ridosso delle elezioni 
 
Lunedì scorso è stato un lungo pomeriggio per i due candidati che si sono contesi il secondo posto, sul filo di lana: Antonio Pepe, candidato sindaco del centrodestra e Carlo Gervasi (nella foto a sinistra) candidato sindaco della Casa delle Civiche. Distesa l’attesa del candidato sindaco del centrosinistra, Cosimo Montagna (nella foto a destra): non ha mai sofferto patemi d’animo perché il suo primo posto non è mai stato in discussione. 
La tornata si è chiusa con il primo posto per Montagna con un bottino di 4.888 voti pari al 30,26%; al secondo posto Carlo Gervasi con 4.259 voti pari al 26,57%; al terzo posto Antonio Pepe con 4.018 voti pari al 24,83%. Ultimo il sindaco uscente, Giancarlo Coluccia, con 2.990 voti pari al 18,38%. 
Intanto la debacle del Pdl, vero sconfitto di questa sessione elettorale, ha permesso al Pd di affermarsi come primo partito a Galatina con il 13,12% nonostante sia in flessione, rispetto al 2010, dell’1,7%. Il Pdl ha pagato un prezzo -passando dal 22,51% della passata tornata all’11,07% di questo primo turno- per un candidato sindaco che non era gradito, ma anche per un vento sfavorevole che soffia in tutta Italia. Ad eccezione del Psi e dell’Udc, sono tutte in calo le forze politiche della precedente maggioranza. Io sud passa 7,47% al 4,28%. Polis passa dal 6,92% al 5,60%. Ottima la performance dell’Idv e Patti Chiari che dall’1,87% passano al 4,52%; come pure quella della Federazione della Sinistra che dal 3,47% passa al 6,02%.   
Il candidato sindaco del centrosinistra, Cosimo Montagna, non canta vittoria perché -ha dichiarato- “abbiamo vinto la battaglia, ma non la guerra” e quindi affila le armi per il secondo turno. Intanto il candidato sindaco della Casa delle Civiche, Carlo Gervasi, chiama a sé l’elettorato: “Noi ci riapriamo a tutti i 17mila votanti di Galatina in quel clima gioioso e di festa che deve caratterizzare l’elezione del sindaco: l’ho detto in campagna elettorale e lo affermo ancora”. 
 
Maddalena Mongiò