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Frecciarossa nel Salento, Trenitalia dice stop

La società di trasporti ha tagliato i collegamenti con Brindisi e Lecce. Le ultime corse il 15 gennaio, poi il capolinea tornerà ad essere Bari 

 

È durata poco l’esperienza nel Salento del Frecciarossa. Trenitalia ha infatti deciso di tagliare il collegamento ferroviario ad alta velocità con Brindisi e Lecce; le ultime corse sono previste per sabato 15 gennaio, con il Milano-Lecce delle 6 e il Lecce-Milano delle 15.40. Il moderno treno della società partecipata delle Ferrovie dello Stato tornerà quindi a concludere il suo tragitto a Bari, con la consueta tratta delle 6 proveniente dal capoluogo lombardo e con quella inversa che invece prenderà il via dalla principale città pugliese alle 17.04.

Dopo circa sette mesi, quindi, termina un servizio che era stato richiesto a gran voce da molti esponenti istituzionali del territorio e che si era concretizzato anche in seguito ad una petizione on line partita nel 2015, dopo la creazione del collegamento Milano-Bari che avrebbe unito le due regioni in sole 6 ore e 30 minuti. Un servizio concesso però solo come sperimentazione e valido solo per i week-end e i giorni festivi.

Il prolungamento verso Brindisi e Lecce non ha però soddisfatto economicamente Trenitalia: troppo poche le prenotazioni per continuare a tenere in vigore un servizio che si sarebbe così rivelato non sufficientemente remunerativo per la società di trasporti. Una decisione che però arriva dopo che la stessa Trenitalia aveva confermato le due corse nel corso della presentazione dell’orario invernale.

Esperimento quindi fallito secondo l’azienda di trasporti, anche se le prime avvisaglie si erano manifestate già dopo l’istituzione dei collegamenti, attraverso le parole di Michele Emiliano e del Ministro dei Trasporti Graziano Delrio: il primo sollecitò più volte i viaggiatori ad utilizzare quella tratta, mentre il secondo sottolineò come la sopravvivenza di quelle corse fosse strettamente legata alle logiche di mercato.

Le sollevazioni da parte delle istituzioni locali non si sono fatte attendere, a partire da Paolo Pagliaro, componente dell’ufficio di Presidenza nazionale di Forza Italia: “Dove sono i nostri politici? A Roma? Sono in vacanza o vogliono alzare la voce? Nel ricordare che il treno Frecciarossa non è l’alta velocità, ancora una volta il nostro territorio è trattato come fosse l’ultima ruota del carro”. Polemico anche il deputato Cor Rocco Palese: “Si tratta di un vergognoso vilipendio in danno della popolazione pugliese, e salentina in particolare, al quale il presidente Emiliano deve reagire con altrettanta veemenza istituzionale. Minacci di sospendere o revocare i contratti di servizio in essere con Trenitalia e alzi la voce anche con il governo”. 

Più tenue e un po’ controcorrente, invece, è stato il senatore Pd Salvatore Tomaselli: “La cessazione del prolungamento del Frecciarossa era attesa in quanto si trattava di una estensione sperimentale per il periodo estivo e fino alle festività natalizie. Auspichiamo ora che il servizio possa essere reintrodotto in primavera, ma diamo priorità al potenziamento dei servizi di mobilità per i pendolari”. 

 

Il nodo delle infrastrutture 

 

Con il taglio delle due corse del Frecciarossa, il collegamento tra il Salento e la Lombardia sarà garantito solo dai Frecciabianca. A differenza del suoi più veloci parenti, questi convogli giungeranno a destinazione con circa 70 minuti di ritardo, un dato che in realtà mette in evidenza un particolare aspetto: Frecciarossa e Frecciabianca viaggiano sostanzialmente alla stessa velocità fino a Bologna, dove però parte una rete più efficiente che consente una maggiore velocità. Si tratta di un elemento che si ripercuote positivamente soprattutto sul Frecciarossa, consentendogli di accumulare un vantaggio temporale di poco più un’ora. 

Non sembra quindi essere tanto il Frecciarossa lo strumento che può consentire ai salentini di non essere più “isolati dal resto dell’Italia”, quanto piuttosto la realizzazione di una infrastruttura tecnologicamente avanzata, come ha auspicato Graziano Delrio lo scorso novembre a Lecce; in quell’occasione, il Ministro dei Trasporti ha garantito che entro la fine del 2017, anche la rete ferroviaria salentina sarà dotata di un moderno apparato che consentirà anche tra Bologna e Lecce una velocità tra i 200 e i 220 chilometri orari. 

Nel frattempo, dal 16 gennaio i salentini che vorranno raggiungere Milano dovranno “accontentarsi” del Frecciabianca e giungere a destinazione con circa un’ora di ritardo rispetto al tanto ambito Frecciarossa. A meno che non si voglia sfruttare le due tratte, anche queste sperimentali, che dall’11 dicembre scorso collegano il capoluogo lombardo a Taranto.

 

Alessandro Chizzini