E’ emergenza sfratti in città

I dati parlano chiaro: rispetto al 2009, il numero degli sfratti esecutivi nel 2010 è aumentato del 5,32% 
 
Il 31 dicembre scade il termine della proroga sugli sfratti esecutivi per “morosità incolpevole”, ovvero quella derivata dalla perdita del posto di lavoro e dall’impossibilità di pagare quanto dovuto per l’affitto. Per converso, centinaia di famiglie interessate dal provvedimento potrebbero correre il rischio da tanti temuto, ossia di trovarsi senza un tetto sotto cui vivere. Ma questo non rappresenta un problema nuovo, alla luce del fatto che l’andamento della crisi, che ha colpito e continua a colpire, ha avuto, come naturale che sia, un impatto importante sulla situazione abitativa del nostro territorio, senza che Lecce venisse esclusa, anzi. 
Non sorprenda, quindi, il dato attestante che, a Lecce e provincia, nell’anno 2010 è aumentato sensibilmente il numero di sfratti esecutivi: +5,32% rispetto al 2009. Si potrebbe quasi asserire che in città, soprattutto in questi giorni, si stia prendendo atto della gravità della situazione, basti guardare ad altri dati che, ad esempio, vedono raddoppiato il numero di coloro che fruiscono dell’assistenza della Caritas e non solo, in termini di aiuti alimentari. Ma tornando all’emergenza abitativa, per i cittadini a rischio le prospettive non sono rosee, in quanto anche a voler cambiar casa, i prezzi degli affitti sono assai esosi quasi in ogni dove. 
Il Sunia, unitamente al Sicet ed all’Uniat, ha nuovamente voluto prendere posizione asserendo come ad aggravare il tutto ci siano “le inefficienze delle politiche abitative e le insufficienti risorse economiche disponibili a livello centrale e periferico degli ultimi anni da destinare all’Erp (Edilizia residenziale pubblica). E la carenza cronica di alloggi pubblici in questo settore”. Una delle soluzioni, a Lecce come altrove, ”è quella di procedere urgentemente alla ristrutturazione di immobili comunali e provinciali da destinare agli sfrattati come case parcheggio, per tamponare l’emergenza abitativa”. Il Sunia, inoltre, ha voluto porre l’accento sull’urgenza e la necessità di attivare unitamente agli enti locali, politiche abitative più ampie che mirino alla costruzione di alloggi popolari da destinare ai cittadini. 
Anche i sindacati confederali hanno preso posizione attraverso le dichiarazioni di Antonella Cazzato, segretaria di Cigl Lecce: “La difficoltà di sostenere il pagamento di un affitto interessa ormai gran parte delle persone che abitano in locazione”, ha affermato. Poi, lanciando  un duro attacco alla conduzione politica a tutti i livelli di questi ultimi tempi, ha sostenuto come “oltre il 70% delle famiglie in affitto hanno un reddito inferiore a 30mila euro, 3 milioni di giovani fra i 25 ed i 36 anni continuano a vivere con i genitori, oltre 3 milioni di immigrati vivono in condizioni di sovraffollamento e di disagio abitativo. Le scelte politiche di questi anni -ha concluso la Cazzato- hanno azzerato il Fondo di sostegno all’affitto (le ultime risorse risalgono al 2008 e non sono previsti stanziamenti per i prossimi anni), la ‘cedolare secca’ rischia di cancellare il canone concordato, e gli investimenti sull’edilizia residenziale pubblica o sul recupero e ristrutturazione degli immobili sono insufficienti”.
 
Francesco Covella