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E dopo 22 anni a Lecce scompaiono le circoscrizioni

I Consigli di quartiere saranno soppressi in tutte le città con meno di 100mila abitanti. Dopo Brindisi tocca ora al capoluogo salentino
 
In questi anni di drammatica contrazione economica sono stati più volte annunciati i cosiddetti “tagli”. Non sono mancate le riduzioni in termini di spesa pubblica a livello nazionale con conseguente riduzione delle risorse per gli enti  locali e territoriali. I vari governi alternatisi nell’ultimo decennio hanno spesso promesso e poche volte realizzato quella sforbiciata agli sprechi indispensabile affinchè l’Italia possa uscire nel migliore dei modi dalla crisi. 
Ma adesso qualcosa si muove, ed i primi effetti non hanno tardato a manifestarsi. L’ultima Manovra, prevede anche il tante volte annunciato taglio delle Province per via costituzionale. Quindi, come sorprendersi della soppressione delle circoscrizioni nelle città con meno di 100mila abitanti, Lecce inclusa? Nel 2009 era stata la volta di Brindisi e da quel momento in poi si era capito che al capoluogo salentino sarebbe toccata la stessa sorte. Il provvedimento recita con chiarezza che “sono soppresse anche le circoscrizioni di decentramento comunale, eccetto che per i Comuni con popolazione superiore a 180mila abitanti e per le città metropolitane per cui tuttavia si prevede una stretta nel numero dei componenti che avranno ‘esclusivamente un unico gettone di presenza’ e ‘in nessun caso’ con un importo superiore a quello di un consigliere comunale”. 
Se a questo aggiungiamo che a Lecce in coincidenza con la tornata elettorale vi sarà una sostanziosa diminuzione dei consiglieri comunali, ecco che il tanto atteso dimagrimento della politica comincia a farsi consistente. Ma come al solito ci si domanda se questo o quel provvedimento sia giusto o meno. Talvolta le circoscrizioni hanno rappresentato uno spreco, ma sono tante le occasioni in cui hanno rappresentato al meglio le istanze del cittadino della porta accanto, o hanno spinto per la realizzazione di una piazza per favorire momenti di aggregazione o di una rotatoria per razionalizzare il traffico. 
Il provvedimento porterà alla scomparsa di 70 tra consiglieri e presidenti, alcuni dei quali in corsa per uno scranno a Palazzo Carafa. A Lecce le circoscrizioni sono cinque: Centro-Mazzini, Santa Rosa-Stadio, Stadio-Leuca-Ferrovia, Rudiae-Ferrovia, Marine. Dei cinque presidenti, sono in tre a candidarsi: Campobasso, De Carlo e Isola. Con la speranza che l’esperienza acquisita nei quartieri possa giovare alla città intera. 
 
Francesco Covella