Scacco al cavallo

In un blitz condotto dalla Procura di Lecce in una struttura alle porte della città è stato scoperto un vero e proprio ippodromo clandestino in cui gareggiavano animali dopati
“Febbre da cavallo” a Maglie. Non è il titolo dell’ennesimo remake del film con Gigi Proietti nei panni di Mandrake, ma il nome di un’operazione di contrasto alla corse clandestine disputate in barba alle leggi e alla salute degli animali. Il blitz è stato condotto dalla Squadra Mobile della Questura di Lecce e dal Corpo Forestale dello Stato che domenica scorsa si sono recati presso l’ex campo di tiro a volo nel comune di Scorrano ma appartenente dagli anni Settanta al patrimonio del Comune di Maglie e mai utilizzato.
Il blitz, guidato da Michele Abbenante del Corpo della squadra mobile di Lecce e dall’ispettore Antonio Panzera a capo degli agenti del Corpo forestale dello Sato, ha interrotto una gara in cui erano impegnati cinque cavalli al trotto, gara a cui stavano assistendo numerosi spettatori e scommettitori. Una delle tante competizioni organizzate nella struttura da anni con la massima cura dei particolari con auto starter, calessi e stalle attrezzate. Le indagini, condotte da tempo dal procuratore aggiunto Ennio Cillo hanno, hanno portato al recupero di numerosi flaconi di anabolizzanti e di Viagra utilizzati per migliorare le prestazioni dei cavalli a tutto discapito della loro salute. Nell’operazione sono stati sequestrati 13 animali presenti nella struttura e dopo le perquisizioni in altri maneggi della provincia, altri otto esemplari.
La storia dell’ippodromo “fantasma” però non è nuova alle cronache. Già nel 2007 il sindaco Antonio Fitto aveva denunciato ai Carabinieri l’ipotesi di un “illecito utilizzo, da parte di terzi non autorizzati, di una struttura di proprietà comunale sita in agro di Scorrano, già destinata a campo di tiro al piattello ed inutilizzata da circa vent’anni. Tali ipotesi venivano comunicate al Consiglio Comunale sulla base di non meglio qualificate notizie giunte a conoscenza degli stessi consiglieri e per le quali nell’immobile in riferimento verrebbero ricoverati cavalli, si svolgerebbero corse ed altre attività connesse”. Era stata l’allora capogruppo Ds, Gianna Capobianco, a sollevare perplessità sulla decisione dell’amministrazione di affidare la gestione del terreno (che allora si credeva inutilizzato) ad un’associazione che avviasse attività di ippoterapia. In seguito alle indagini ci furono 14 denunciati alla magistratura, tra cui due dipendenti comunali.