In manette un uomo fuggito agli arresti avvenuti lo scorso novembre nell’ambito di un’ampia operazione di Polizia contro il traffico di sostanze stupefacenti
Nel corso del fine settimana, la Polizia di Stato, in esecuzione alla misura cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lecce su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, ha tratto in arresto A.M., classe 71, gravemente indiziato a vario titolo di aver fatto parte di un’associazione finalizzata al traffico di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.
In particolare, nel mese di novembre del 2024, tale misura cautelare era stata eseguita nei confronti di ben 34 soggetti, tranne il soggetto arrestato oggi, riuscito a sfuggire alla cattura durante l’operazione di Polizia Giudiziaria. Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Lecce si sono così messi subito sulle sue tracce.
Grazie a metodologie investigative tradizionali, tipiche ed atipiche, fatte di pedinamenti, servizi di osservazione e analisi di sistemi di videosorveglianza, gli investigatori sono riusciti a stringere il cerchio attorno ai luoghi in cui A.M. aveva trovato appoggio e rifugio. La svolta è avvenuta, appunto, lo scorso fine settimana, quando il latitante si è recato a prendere un veicolo posto a sua disposizione e che avrebbe dovuto garantirgli spostamenti discreti; al suo arrivo, però, ad attenderlo vi erano gli agenti della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Lecce che l’hanno prontamente bloccato e tratto in arresto.
L’uomo, condotto preso la Questura di Lecce, al termine delle formalità di rito, è stato poi condotto presso la competente Casa Circondariale, mentre sono in corso approfondimenti sulla rete di favoreggiatori che per ben tre mesi gli hanno consentito di nascondersi.
Termina così con successo un’operazione che ha interessato, tra i principali indagati, anche alcuni esponenti della criminalità organizzata, già condannati per aver fatto parte della Sacra Corona Unita (clan Pepe – Briganti, Gruppo Penza). Le attività investigative hanno avuto origine da una intensa attività di cooperazione internazionale, grazie alla quale sono stati acquisiti, per mezzo di Ordini Europei d’Indagine, una serie di chat scambiate dagli indagati attraverso l’utilizzo di piattaforme criptate di comunicazione quali “Encrochat” e “Sky Ecc”, che consentivano lo scambio di messaggi o conversazioni utilizzando criptofonini in grado di cifrare i dati trasmessi ed impedire qualsiasi intercettazione o captazione.
Gli investigatori hanno fatto emergere la presenza di una strutturazione capillare (in cui vi era una precisa ripartizione di compiti tra i sodali), una disponibilità di enormi quantità di denaro contante, telefonini criptati, veicoli dotati di appositi nascondigli, depositi sicuri in cui occultare il materiale illecito. La caratura degli indagati si è altresì espressa attraverso la capacità di curare rapporti con trafficanti di droga calabresi e altri sodalizi criminali operativi sul territorio nazionale ed all’estero (tra cui albanesi e spagnoli).
Numerosi e ingenti sono stati i sequestri di sostanze stupefacenti; a tal proposito, si segnala l’arresto, avvenuto lo scorso 7 agosto 2020, di due soggetti intenti a trasportare su un natante, bloccato a ridosso dell’area di Castro, oltre 150 kg di marijuana e 25 kg di hashish provenienti dall’Albania; il 10 giugno 2021, invece, a Napoli, venne tratto in arresto un altro soggetto trovato in possesso di circa 45 kg di cocaina occultata in un doppio fondo di un autocarro specializzato e strutturalmente modificato; infine, in data 4 giugno 2021, a Lecce, è finito in manette un altro sodale trovato in possesso di 11 kg di eroina occultati in un doppio fondo dell’autovettura ed una pistola. Centinaia di migliaia di euro le somme movimentate in contanti.