Erika Perrone (Uil): “Si vieti anche per i portalettere l’attività lavorativa nelle fasce orarie pericolose”
«Anche il 2026 rischia di passare senza che Poste Italiane affronti realmente e in maniera strutturale il problema delle ondate di calore e dei rischi ai quali sono quotidianamente esposti i portalettere». A denunciarlo è Erika Perrone, Responsabile di Lecce – Settore Poste – UilFpc Puglia, che annuncia il passaggio dell’azione sindacale sul piano istituzionale dopo le segnalazioni già inoltrate nel mese di luglio.
«Abbiamo segnalato formalmente alla Regione Puglia, agli Spesal e all’Ispettorato del Lavoro – dichiara Perrone – una situazione che, a nostro giudizio, non può più essere sottovalutata. In particolare, abbiamo posto l’attenzione sulla mancata applicazione delle necessarie misure di tutela rispetto all’ordinanza regionale che vieta lo svolgimento delle attività lavorative nelle fasce orarie caratterizzate da un livello di rischio elevato per i lavoratori esposti direttamente al sole».
Secondo il sindacato, la risposta di Poste Italiane continua a essere insufficiente rispetto alla gravità del problema. «Di fronte a temperature estreme e a condizioni climatiche che diventano ogni estate più difficili, – sottolinea Perrone – abbiamo registrato un immobilismo che consideriamo inaccettabile. La salute e la sicurezza dei lavoratori non possono essere subordinate alle esigenze organizzative e produttive. Proprio per questo, come UilFpc Puglia, abbiamo deciso di rivolgerci alle istituzioni affinché vengano effettuate tutte le verifiche necessarie e si arrivi finalmente a un cambio di rotta».
Almeno tre per il sindacato le criticità che necessitano di interventi immediati: “La prima riguarda l’adeguatezza del vestiario e dei dispositivi di protezione individuale utilizzati dai portalettere, che devono essere realmente compatibili con attività svolte per diverse ore all’esterno e in condizioni di temperature particolarmente elevate. La seconda riguarda le modalità con cui vengono comunicati e valutati i livelli di rischio attraverso la piattaforma Worklimate. Non possiamo accettare – prosegue la sindacalista – che la rappresentazione del rischio non coincida con le condizioni reali nelle quali il lavoratore è chiamato a operare. Un sistema di prevenzione è efficace solo quando fotografa concretamente l’esposizione del lavoratore e consente di adottare tempestivamente le misure di tutela”.
Il terzo punto è quello che Perrone definisce «probabilmente il più paradossale»: la classificazione dei portalettere come lavoratori all’ombra: «Parliamo di lavoratori che percorrono quotidianamente chilometri sulle strade delle nostre città, utilizzando motocicli, automezzi o procedendo a piedi, effettuando consegne in piena esposizione solare. Continuare a considerarli lavoratori all’ombra significa partire da un presupposto che non corrisponde più alla realtà del lavoro del portalettere».
La UilFpc Puglia ribadisce: «Non abbasseremo la guardia, perché sulla sicurezza non può esistere alcun compromesso. Vogliamo che le istituzioni ci sostengano nel pretendere misure concrete di prevenzione, una diversa organizzazione del lavoro nei periodi caratterizzati da temperature estreme e una valutazione del rischio realmente aderente alle mansioni svolte».
Ma la battaglia va oltre l’emergenza estiva. «Riteniamo sia arrivato il momento di aprire una discussione molto più ampia sul lavoro dei portalettere. Le condizioni operative, l’esposizione quotidiana agli agenti atmosferici, il carico fisico, le percorrenze e le caratteristiche stesse della mansione impongono una riflessione seria sul riconoscimento dell’attività del portalettere come lavoro gravoso e usurante. È una battaglia che intendiamo portare avanti con determinazione, chiedendo il sostegno delle istituzioni. Difendere oggi la salute dei lavoratori significa anche costruire tutele adeguate al loro futuro».


