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Tricase, sugli accessi al mare l’opposizione va all’attacco

Cinque consiglieri comunali contro il sindaco: “La città merita trasparenza e non propaganda!”
Non si placano a Tricase le polemiche attorno agli accessi al mare delle persone con disabilità, in particolare a Tricase Porto. Qui una sbarra al varco veicolare sul molo bloccava il passaggio pedonale e dei mezzi verso la spiaggetta. Poi le proteste e infine la riduzione della sbarra per permettere il transito libero a piedi. In una nota  i consiglieri comunali di opposizione Claudio Pispero, Andrea Morciano, Dario Martina, Vincenzo Chiuri e Simone Coluccia attaccano il sindaco Antonio De Donno: “Le sue dichiarazioni non sorprendono più, ma continuano a preoccuparci. Ancora una volta, di fronte a domande legittime poste da consiglieri comunali, cittadini e associazioni, l’Amministrazione sceglie la strada più comoda: non rispondere nel merito e liquidare tutto come ‘accanimento politico’. È un copione già visto. E ormai logoro. Perché qui non si tratta di campagna elettorale. Quella è finita da tempo. Si tratta di governo della città. E del modo in cui si continua a confondere il dissenso con l’attacco personale, la richiesta di trasparenza con la polemica, il controllo democratico con il fastidio. Ma un Sindaco non è un commentatore politico. È un amministratore pubblico. E deve rispondere. Può davvero un’Amministrazione – si chiedono i cinque esponenti di minoranza – considerare una richiesta di chiarimento come un’offesa? Può ignorare sistematicamente le istanze dei cittadini più fragili? Può continuare a trattare il controllo democratico come un intralcio? La risposta è no! Ma a Tricase, evidentemente, si prova a far passare il contrario. Il ruolo della minoranza è chiaro: vigilare, controllare, denunciare criticità, pretendere il rispetto degli impegni assunti. Non è un’opzione, è un dovere istituzionale. E noi questo ruolo lo stiamo esercitando con coerenza e responsabilità, anche quando sarebbe più facile voltarsi dall’altra parte. Lo abbiamo dimostrato anche nell’ultimo Consiglio comunale, quando, pur in presenza di evidenti criticità nella convocazione, abbiamo scelto di restare, lealmente, in aula per senso di responsabilità verso la città. Un gesto politico chiaro, che avrebbe meritato rispetto e non l’ennesima fuga dal confronto. Ma il punto vero è un altro. Mentre si alimentano polemiche sterili, le persone con disabilità e le loro famiglie restano senza risposte. E questo è il dato politico più grave. Perché non chiedono scontri, non chiedono comunicati, non chiedono propaganda. Chiedono servizi funzionanti, accessibilità reale, rispetto degli impegni presi. Impegni che sono stati annunciati, promessi e ribaditi. E che oggi, troppo spesso, restano sulla carta. Noi continueremo a fare la nostra parte, con ancora maggiore determinazione. Perché difendere i diritti di tutti i cittadini, in particolare delle persone fragili, non è opposizione: è civiltà istituzionale. E perché una città non si governa attaccando chi fa domande, ma rispondendo ai problemi con soluzioni concrete. Il vero nodo politico di Tricase è ormai evidente: il problema non è chi è chiamato a controllare, ma chi non vuole essere controllato. E questo, in democrazia, è sempre un problema”.
(foto: sbarra banchina Tricase Porto; pagina Facebook Città di Tricase) 

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