I Carabinieri hanno arresto quattro persone ritenute responsabili di una serie di colpi in aziende e cantieri. Otto gli indagati
Nella mattinata odierna i militari dei Carabinieri di Casarani hanno dato esecuzione a quattro misure cautelari personali, due in carcere e due agli arresti domiciliari, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lecce su richiesta della locale Procura della Repubblica.
Sono stati raggiunti da provvedimento un 28enne e la sua compagna 24enne, entrambi di Taviano, e due persone di Casarano, padre e figlio, rispettivamente di 48 e 19 anni. Tutti risultano, allo stato delle indagini, gravemente indiziati di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti e alla successiva ricettazione di materiali di provenienza illecita, reati commessi in diversi comuni della provincia di Lecce tra febbraio 2024 e marzo 2025, periodo al quale si riferiscono gli episodi oggetto d’indagine.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce e condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Casarano, ha consentito di documentare che, nel corso del periodo considerato, i quattro arrestati, in modo organizzato e con un modus operandi pressoché identico e collaudato nel tempo, avrebbero commesso furti in varie aziende, cantieri e abitazioni private, impossessandosi di fili elettrici dai quali ricavavano il rame, nonché attrezzature da lavoro agricolo ed edile, strutture in ferro e altro materiale ferroso, successivamente venduto ai centri autorizzati di raccolta di Melissano e Racale. Gli attrezzi da lavoro venivano invece ceduti, a prezzi irrisori, a compiacenti acquirenti.
La vicenda trae origine da un episodio del settembre 2024, quando un’autovettura rubata venne utilizzata per appiccare un incendio all’interno di un’azienda di distribuzione di bevande nella zona industriale di Casarano. Le indagini hanno accertato la riconducibilità del furto del veicolo ai soggetti coinvolti nel sodalizio dedito ai furti di rame e materiali. Al momento non è stato tuttavia possibile individuare con certezza gli autori materiali dell’incendio, verosimilmente riconducibile a un atto intimidatorio ai danni dell’azienda, presumibilmente collegato a dinamiche estorsive, per il quale le indagini sono tuttora in corso.
Tra gli episodi più rilevanti emersi compare un furto avvenuto tra il 27 e il 28 ottobre 2024 in un cantiere di Cannole, con la sottrazione di circa 10 quintali di cavi elettrici per alta tensione, per un valore stimato di 25.000 euro, successivamente consegnati a una ditta di Racale dietro pagamento di oltre 5.000 euro; sotto la lente degli inquirenti anche un furto commesso nella serata del 9 marzo 2025 presso un impianto fotovoltaico di una società agricola di Andrano, dove furono sottratti 50 cavi di rame, per una lunghezza complessiva di circa sei chilometri e mezzo, con un danno stimato in circa 75.000 euro.
Nel corso delle indagini è inoltre emerso che il 48enne di Casarano, già noto alle Forze dell’ordine per precedenti reati contro il patrimonio, avrebbe rivestito un ruolo di rilievo nelle attività del gruppo, insieme al 28enne di Taviano, che sarebbe stato stabilmente coinvolto nell’organizzazione e nella realizzazione dei furti, nonché nella gestione delle fasi successive alla sottrazione del materiale. Il figlio del 48enne, di 19 anni, già coinvolto in passato in analoghi episodi quando era minorenne, avrebbe partecipato attivamente ad alcune delle azioni criminose. La 24enne, moglie del 28enne, avrebbe invece fornito un contributo stabile alle attività del gruppo, occupandosi in particolare delle fasi di supporto logistico successive ai furti: dalla gestione del materiale sottratto alla ricerca dei mezzi necessari per il trasporto e la successiva vendita, fino all’individuazione di soggetti disponibili a fornire documenti d’identità per la cessione del rame ai centri di raccolta.
In un’occasione, inoltre, la donna avrebbe presentato una denuncia di furto della propria autovettura, risultata poi utilizzata nel tentativo di furto presso un deposito di attrezzature edili nel settembre 2024, circostanza che, secondo quanto emerso dalle indagini, evidenzierebbe il pieno inserimento della donna nelle attività del gruppo.
Le indagini avrebbero quindi delineato l’esistenza di un gruppo stabilmente dedito ai furti di rame e altri materiali metallici, organizzato per la commissione dei colpi e la successiva rivendita della refurtiva ai centri di raccolta. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, i Carabinieri hanno effettuato perquisizioni personali, locali e domiciliari nei comuni di Casarano, Taviano e Tuglie, con il supporto delle unità cinofile dell’Arma.
Il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere per il 48enne di Casarano e per il 28enne di Taviano, mentre ha applicato la misura degli arresti domiciliari nei confronti del 19enne di Casarano e della 24enne di Taviano. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, concorso in furto aggravato e ricettazione.
[Foto: fotogramma di un filmato diffuso dall’Arma dei Carabinieri]


