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Il cordone che salva la vita

Continua incessantemente il lavoro del Comitato per la creazione della Banca del cordone ombelicale presieduto da Alessia Ferreri

 

“Tutto è cominciato nel 2006, quando abbiamo costituito un Comitato per sensibilizzare le donne e le famiglie salentine e pugliesi sull’importanza della donazione del sangue del cordone ombelicale”.
A parlarne è Alessia Ferreri (nella foto), giovane avvocato e anima del Comitato “Un cordone per la vita” che  persegue con determinazione l’obiettivo di creare su territorio regionale una rete capillare di raccolta e di conservazione del sangue del cordone ombelicale, ricco di cellule staminali adulte (non embrionali) e dunque prezioso per la cura di alcune malattie genetiche, come la talassemia o per la ricostruzione dei tessuti o per il mieloma. Non un tema facile da affrontare, ma  di grande rilievo. In questi anni, grazie ad una serie di iniziative, si è  riusciti a invertire la rotta, per cui il cordone ombelicale, considerato rifiuto speciale ospedaliero, è diventato un bene prezioso da custodire nella prima banca che in Puglia ha sede a San Giovanni Rotondo.
Le tappe di questo percorso, ad ostacoli, sono state molto faticose, ma il Comitato, costituito inizialmente da soli 5 soci fondatori, è diventato un’associazione che conta 10mila aderenti e 60 associazioni. Essere socio significa sostanzialmente condividere gli obiettivi e la storia di tante iniziative, evidenziate nel sito www.uncordoneperlavita.org. Si tratta di una battaglia condotta con point informativi itineranti, con convegni nazionali e provinciali, con manifestazioni pubbliche, con una campagna di divulgazione mediatica, con spot che hanno avuto come testimonial Gianni Ippoliti. I primi risultati sono arrivati dopo molto lavoro e un pressing sull’assessorato regionale alla salute che nell’agosto del 2007 ha deliberato l’istituzione, da parte del Sistema regionale sanitario, della prima Banca regionale del cordone ombelicale. Quest’unica designazione è risultata, però, insufficiente data la conformazione geografica della nostra regione. L’obiettivo prossimo da raggiungere è quello di potenziare la rete dei centri di raccolta che a seguito di una petizione sottoscritta da 16 mila firme sono attualmente 14, ma soprattutto istituire una seconda Banca per l’area Sud Puglia, da individuare nel Salento, per consentire a tutte le donne l’accesso a questo servizio, indipendentemente dalla distanza del luogo di residenza delle stesse.
Il Comitato “Un cordone per la vita” ha anche una sede  presso l’ospedale “Vito Fazzi”, nel reparto di ginecologia per offrire tutte le informazioni sul percorso da seguire. In Puglia sono oltre 2mila le donazioni, ma i dati sono fermi a settembre. Le iniziative per favorire la crescita di questa rete sono state davvero tante, sempre all’insegna dell’ intrattenimento e dell’informazione. L’ultima, in ordine di tempo, è stata la tombolata con doni riciclati che ha visto la partecipazione di Gianni Ippoliti. Idee sempre nuove, portate avanti con tanta tenacia e impegno per una giusta causa.

 

Antonella Lippo