di Stefano Manca
Il 16 maggio entra in vigore per i monopattini elettrici l’obbligo di circolare con una targa. E a luglio dovrebbe arrivare un’altra imposizione: quella della polizza assicurativa. Non mi dispiacciono affatto questi provvedimenti che vanno in qualche modo a combattere l’anonimato nella circolazione urbana.
Un rapido promemoria prima di spiegarvi la mia “gioia”. I monopattini elettrici possono essere utilizzati a partire dai 14 anni, avere una velocità massima di 20 km/h su strada e 6 km/h nelle aree pedonali e possono circolare su strade urbane e piste ciclabili. Non possono circolare sui marciapiedi, non possono trasportare passeggeri e non possono essere condotti con cuffie e auricolari. Si rischiano sanzioni da 100 a 400 euro.
Gioisco per tali provvedimenti, dicevo prima, perché i monopattini non sono affatto innocui. Né per chi li guida né per gli altri utenti della strada. Le loro piccole ruote rendono il mezzo molto sensibile alle buche o anche alle semplici irregolarità dell’asfalto. Poi c’è il tema, delicato, degli incidenti. Molti avvengono per velocità eccessiva, mancato rispetto delle regole (marciapiedi, contromano, semafori), scarsa visibilità e complicata convivenza con automobili, biciclette e pedoni.
Sbaglia poi chi liquida la faccenda ritenendo che le regole siano state introdotte semplicemente per fare cassa.
In realtà gli incidenti aumentano. In attesa dei dati precisi relativi al 2025 le stime parlano di circa dieci incidenti al giorno con monopattini elettrici. Questo significa, circa 3500-4mila incidenti nell’anno.
Per queste ragioni, ben vengano caschi (già obbligatori), targhe e polizze assicurative.
(pubblicato su Belpaese di maggio 2026)