Tutti gli uomini dei candidati presidente

In attesa dell’ufficializzazione delle liste, Rocco Palese, Nichi Vendola e Adriana Poli Bortone definiscono l’organico dei rispettivi “schieramenti” elettorali, tra conferme e new entry contate ma blindate

 

Si chiama I pugliesi per Rocco Palese, la lista che il candidato del centrodestra Rocco Palese alle prossime regionali pugliesi ha presentato a Bari e che raccoglierà le diverse sensibilità che non si riconoscono né nel Pdl né ne La Puglia Prima di Tutto ma che si batteranno accanto a Palese nella sfida contro il presidente uscente Nichi Vendola. Una sfida che vede due mondi tornare a scontrarsi a distanza di cinque anni, ovvero dal giorno in cui giunse, inattesa, la vittoria di Vendola contro l’allora uscente Raffaele Fitto. Che quest’ultimo, oggi ministro per gli Affari regionali, non intenda perdere la partita lo si è capito fin dalle prime battute di una campagna elettorale giocata a più livelli. Fitto si gioca infatti il suo uomo migliore, il braccio destro pugliese per antonomasia, preferito all’accordo con Casini sul nome di Adriana Poli Bortone. Per questo le liste del centrodestra ricordano la falange oplitica e promettono di non lasciare nulla al caso. 

Al via dunque uscenti e assessori macina voti, new entry contate ma blindate, come quella di Antonio Barba, nipote di Vincenzo Barba, e di Andrea Caroppo, figlio di Gino. Dopo le filastrocche della campagna creativa avviata dal presidente e dalla sua Fabbrica, con una serie di poesie fortemente ancorate alla realtà sociale e politica di quella che il popolo di Nichi ha ribattezzato La Puglia Migliore, Palese non rinuncia però a dare delle suggestioni. La sagoma della Puglia dorata su uno sfondo verde non rappresenta il Brasile, ma la speranza e l’illuminazione che serve alla politica. Una lista in cui sono pronti a confluire il vice segretario nazionale dell’Udeur, Antonio Buccoliero, ma anche l’assessore ai Trasporti della Provincia di Lecce, Bruno Ciccarese, nipote di Ninì Gorgoni, l’ex presidente di Apt Giuseppe Coppola, il brindisino Nicola Di Donna, della Destra di Storace e Mario Cito, figlio del leader tarantino Giancarlo. 
La composizione delle liste intanto va avanti e anche a sinistra fiorisce trasversalmente a Pd e Sinistra Ecologia e Libertà, la lista del presidente. Vendola è, infatti, alle prese con un contenitore su misura per i moderati delusi. Si chiamerà, infatti, I moderati per Vendola la lista collegata al presidente in cui non mancheranno le sorprese all’ufficializzazione. Capeggiata dall’assessore all’agricoltura Dario Stefano, la creatura porta il segno del percorso politico del centro sinistra pugliese nell’ultimo anno. Al suo interno ci sarà l’ex presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divella, mentre non correrà Massimo Ostillio, ex assessore regionale al Turismo. Nel Salento la lista del presidente candiderà numerose facce note ma sopratutto quelle meno note del presidente nazionale dell’ordine degli psicologi Luigi Palma, del notaio galatinese Antonio Galati e forse, ma resta da vedere, l’ex consigliere comunale Pd, Carlo Salvemini, fresco di dimissioni dall’assemblea nazionale del partito per coerenza con la scelta di appoggiare Vendola. 
Se l’Udc perde qualche pedina (vedi Mino Frasca, mister 3000 preferenze alle ultime provinciali transitato ne La Puglia prima di Tutto), non mancano i fedelissimi che dovranno mettercela tutta per guadagnare le poche postazioni in palio, una o al massimo due poltrone da consigliere per cui sono schierati solo nel Salento Salvatore Negro, Francesco Chirilli, Francesca Conte e probabilmente Rino Dell’Anna. Da Io Sud il presidente Angelo Tondo, in corsa anche contro la soglia di sbarramento, lascia il ruolo nel partito per concentrarsi sulla campagna elettorale. Intanto dal Salento la lista collegata ad Antonio Di Pietro incassa un no eccellente, quello del preside di giurisprudenza Raffaele De Giorgi che all’ultimo minuto ci ripensa. “Gratitudine per la stima manifestata da Di Pietro ma l’Università ha bisogno di me”, ha risposto il preside. Intanto, nel pieno del dialogo tra Vladimir Luxuria ed il Pdl, Rifondazione Comunista non rinuncia a dare voce anche alle differenti identità di genere. Nella sua lista, accanto all’uscente Piero Manni e all’ex assessore Giuseppe Merico (in quota Comunisti Italiani) ci sarà infatti anche l’ ex organista dell’orchestra del duomo leccese, Marco Della Gatta, licenziato tra le polemiche dopo la decisione di cambiare sesso, diventando Luana Ricci
 
Alessandra Lupo