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Tra i muri di Santa Croce spunta un altare del ‘500

La chiesa di Santa Croce, edificio simbolo per eccellenza della scultura e architettura rinascimentali e barocche pugliesi, continua a riservare ancora sorprese tra le pieghe dei suoi muri. In una intercapedine, larga circa 80 centimetri è emerso un intero altare plausibilmente tardo cinquecentesco. Al centro è un arco sulla cui ghiera compaiono, equamente distribuite, sette teste d’angelo; l’arco, poggiante su pilastri con cornice è inquadrato da due colonne corinzie. La trabeazione, riccamente e variamente scolpita, è in parte danneggiata all’altezza della cornice superiore. 

Particolarmente interessante è il fregio: su quest’ultimo si dispiega infatti una vera e propria processione di angeli ignudi a figura intera sostenenti i simboli della Passione di Cristo (i dadi e la tunica, la scala, i chiodi, la corona di spine, ecc.). Quegli angeli, partendo dai rilievi della trabeazione in corrispondenza delle colonne, procedono in fila, gli uni da destra e gli altri da sinistra, verso il centro del fregio. Nei due pennacchi (ovvero fra l’architrave, l’arco centrale e le colonne laterali) sono inserite, una per parte, le figure intere di due vegliardi con lunghi cartigli. Quello di sinistra ha una barba più lunga dell’altro a destra. Dal punto di vista iconografico questi due personaggi potrebbero essere la rappresentazione di quei profeti che anticiparono nei loro scritti (contenuti nel Vecchio Testamento) la venuta di Cristo. 

 

Fabio Antonio Grasso