“Ripa? Nessuna incompatibilità”

Il segretario comunale Vincenzo Specchia scrive al sindaco dichiarando di non ravvisare alcuna inconciliabilità nel profilo dell’assessore. Ma le opposizioni assicurano battaglia
 
Giuseppe Ripa non è incompatibile. Il riferimento, messo nero su bianco dal segretario generale del Comune di Lecce, Vincenzo Specchia, va alla carica assessorile di Ripa e, al contempo, agli interessi legati alla cartellonistica leccese, oggetto di polemica da parte delle opposizioni. Lo scorso 9 luglio, infatti, proprio le minoranze comunali, affiancate dai parlamentari Pd Teresa Bellanova e Alberto Maritati, hanno mosso critiche relative ad una “palese violazione dell’articolo n. 63 comma 1, punto 2, del Testo Unico 267 del 2000, rispetto alla vicenda della cartellonistica”, invocando l’intervento del Prefetto di Lecce, Mario Tafaro. 
“La posizione dell’assessore Ripa non presenta alcun profilo di incompatibilità -ha dichiarato il segretario del Comune di Lecce, in una missiva indirizzata al sindaco Paolo Perrone-. L’assessore Ripa risulta amministratore unico della società Grafiche Srl, che ha la gestione come società privata d’impianti pubblicitari e che provvede al pagamento dell’imposta alla Dogre Srl, concessionaria di riscossione dell’imposta pubblicità”. E continua: “L’assessore non risulta essere né titolare, né amministratore, né tantomeno dipendente con poteri di rappresentanza della ditta che gestisce servizi o esenzioni di diritti; o, ancora, somministrazioni o appalti nell’interesse del Comune. Inoltre, l’assessore, non riveste le su indicate qualità in società o imprese sovvenzionate dal Comune di Lecce. Ritengo, pertanto, non sussistere la causa d’incompatibilità dell’assessore con riferimento alla disposizione dettata dall’articolo 63”. 
Il polverone alzato dalla minoranza di Palazzo Carafa, insomma, non avrebbe ragion d’essere. Eppure, i consiglieri d’opposizione non ci stanno e assicurano battaglia. I gruppi consiliari del Partito Democratico, di Io Sud e del Centro Moderato-Udc-Partito della Nazione intervengono con una nota ufficiale: “Vorremmo sapere se a questo punto il Ripa-assessore sposerà le ragioni della Dogre e del Comune o quella del Ripa-imprenditore. Abbiamo posto nei giorni scorsi la questione al sindaco al quale abbiamo chiesto il ritiro delle deleghe assessorili, riservandoci di compiere ulteriori passi affinché vengano ristabilite la trasparenza e la legalità nell’azione amministrativa”. La soluzione, per le minoranze, sembra ancora lontana e le polemiche non mancheranno, nonostante l’autodifesa di Ripa che, da parte sua, ha riconfermato la trasparenza della sua posizione. 
 
Barbara Politi