Lotta senza quartiere agli evasori di Ici e Tarsu

Il Comune insieme all’Agenzia del Territorio hanno avviato una campagna volta all’accertamento dei valori reali di tutti i beni immobili nella città di Lecce 
 
La giornata di martedì scorso potrebbe, in futuro, segnare una svolta campale nel rapporto tra il fisco ed i cittadini leccesi. A Palazzo Carafa, infatti, si è dato vita ad un accordo teso a rimaneggiare il valore catastale degli immobili presenti nel territorio della città di Lecce, al fine di arrivare il più possibile vicini al loro valore reale. Comune e Agenzia del Territorio hanno siglato un patto che a regime possa regalare un plusvalore in termini di equità e legalità sociale, ma anche ossigeno alle esangui casse comunali. Difatti, non costituisce affatto mistero l’ambizione di Paolo Perrone volta al recupero di un’ingente somma di denaro frutto della lotta all’evasione di Ici e Tarsu. 
Protagonisti di questo accordo sono stati proprio il sindaco Paolo Perrone ed il direttore generale dell’Agenzia del Territorio, Gabriella Alemanno. Proprio quest’ultima ha voluto, con una breve esternazione, focalizzare quale sia il motivo per il quale si è giunti al varo dell’accordo perché “le abitazioni sono di vecchia costruzione e molte famiglie agiate che vivono nel centro storico pagano meno di quanto dovrebbero, anche rispetto a chi ha la casa in altre zone della città”. Il problema c’è ed esiste da tempo, ma nonostante alcuni tentativi non si è mai giunti alla risoluzione del medesimo. L’azione degli enti preposti si baserà su tre pilastri fondamentali: la costituzione di una minuziosa banca dati, la realizzazione di uno studio particolareggiato del mercato immobiliare del capoluogo salentino, mentre il terzo prevederà una costante azione fatta di continui accertamenti d’ufficio. Alla presenza dei vertici provinciali di Carabinieri, Guardia di finanza e ordini professionali, il primo cittadino ha espresso tutta la sua soddisfazione per il patto operativo che diverrà uno strumento fondamentale per governare al meglio il territorio di competenza, puntando forte anche su di una campagna di persuasione verso chi del fisco, fino ad ora se n’è ‘infischiato’, e ”per giungere ad un livello di equità fiscale che oggi non esiste”. Grazie ad investigazioni incrociate, che parlano ufficiosamente di circa 1.500/2.000 immobili abusivi, si comprende al meglio quanto il problema sia stato e sia tuttora di grave entità, con la speranza che i risultati del “patto” possano essere oltremodo positivi. 
 
Francesco Covella