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L’orsa social

di Stefano Manca

Mentre scrivo, le agenzie battono l’ennesimo aggiornamento su JJ4, l’ormai famosa e “social” a sua insaputa orsa del Trentino Alto Adige: è stata presa. Già nelle ore che hanno preceduto la cattura, nella notte tra il 17 e il 18 aprile, erano stati trovati indizi utili alla sua individuazione in una zona ben circoscritta del bosco, come escrementi, orme e rami rotti degli alberi. Chissà, quando leggerete queste righe, a quale capitolo della vicenda saremo nel frattempo arrivati, a quale dettaglio di troppo. Come di troppo sembra ormai essere l’orsa. Non mi interessa tuttavia partecipare a questa sorta di referendum scatenatosi, soprattutto in rete, dopo la tragedia. Cioè l’uccisione, da parte dell’orsa, di un runner 26enne che si trovava nel bosco trentino. Tifare per la cattura dell’animale (cosa nel frattempo avvenuta) fino in qualche caso a invocarne persino l’uccisione o, come hanno scritto in tanti, stare dalla parte dell’orso? Credo si debba ragionare in termini di reciproca libertà. Abbiamo letto e ascoltato moltissimi interventi sull’argomento, alcuni anche molto interessanti. Resteranno scolpite nella mente di molti di noi le parole complicate, dolorose e di civiltà dei familiari del ragazzo ucciso. Tornando alle reazioni generali, persino chi spera nell’abbattimento dell’animale, così come chi ne difende la libertà, è convinto e afferma di amare la natura. Ma amare la Natura, e questo vale per entrambe le “fazioni”, significa conoscere la Natura. Che non può essere relegata allo sfondo tranquillizzante e contemplativo di uno smartphone. Insomma, è incerto il destino dell’orsa ma anche quello dell’uomo appare “imboscato”.

Belpaese del 22 aprile 2023

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