Ven, 29 Luglio 2016, 18:58

La cooperazione tra Salento e popolo Saharawi in un cortometraggio

Presentato alla Festa del Cinema del Reale Desert Session della onlus tricasina Tregiriditè che racconta la storia del sostegno umanitario ai bambini disabili del deserto  

 

Diventa un cortometraggio l’esperienza di scambio tra il Salento e il Sahara della onlus Tregiriditè di Tricase. È stato presentato infatti proprio nei scorsi giorni alla Festa del Cinema del Reale a Specchia il video racconto a cura di Alberto Piccinni. La storia raccontata in Desert Session. Connessioni tra il Salento e il Sahara è quella di  un gruppo di volontari impegnati da sei anni in un progetto di accoglienza di giovani profughi Saharawi nel Capo di Leuca. Si tratta di bambini disabili o affetti da malattie che vengono in Italia per seguire percorsi di cure specializzati grazie all’impegno di Tregiriditè Onlus. Il popolo Saharawi, infatti, vive confinato nel deserto dell’Hammada a seguito dell’occupazione marocchina dei suoi territori dove l’accesso ai servizi socio-sanitari è praticamente inesistente. 

Il progetto di accoglienza nasce dall’incontro con Rossana Berini, cooperante di Rio de Oro onlus, una delle protagoniste del video racconto, che si presenta attraverso uno stralcio dell’intervista “Rusana”. Rossana, infatti, ha deciso di vivere nel deserto dedicando interamente la sua vita all’assistenza dei bambini. 

Nel breve video proiettato alla Festa del Cinema del reale, c’è spazio anche per la parte più interculturale del progetto con alcuni estratti di “Able displaced”, per farsi travolgere dall’energia di questo popolo e dei suoi bambini nei campi profughi Saharawi, e di “Desert Session” un percorso parallelo all’accoglienza che guarda alla musica e all’espressione creativa come a un’altra forma di cura, liberazione e ricerca di indipendenza. Quest’ultimo racconto è parte dell’esperienza dell’omonima residenza musicale in cui musicisti europei e Saharawi si confrontano sul ruolo della musica nei campi profughi realizzato dall’associazione “Zig – Listen to diversity”. Per questa via il ballo di una caffettiera e una teiera diventano simboli rituali di convivialità che si pone alla base delle relazioni umane e del rapporto tra l’uomo e il tempo. Una pratica di evasione in cui ci si scambiano informazioni e notizie con i parenti e i vicini di casa, un momento amaro e dolce che ci aiuta a condividere e affrontare le difficoltà che la vita ci riserva. 

Il video “Desert Session. Connessioni tra il Salento e il Sahara” è a cura di Alberto Piccinni con il sostegno dell’8 per mille della Chiesa Valdese.

 

M. Maddalena Bitonti