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Grattino scaduto? Multa garantita

Un cittadino ci ha segnalato che chi lascia la propria auto nelle strisce blu con il ticket scaduto si ritrova una multa da 25 euro. Eppure basterebbe integrare la differenza, senza dover pagare la sanzione 

 

Il problema dei parcheggi affligge anche Tricase e al fioccare delle multe arrivano le proteste degli automobilisti. Stavolta a sollevare la questione è la segnalazione di un cittadino che evidenzierebbe un’illegittimità di fondo in particolare sulle sanzioni comminate all’automobilista per il grattino scaduto. 

Su questa vicenda i Comuni seguono linee di condotta diverse, mentre da qualche tempo, giurisprudenza e pareri ministeriali non lasciano troppi dubbi: chi parcheggia l’auto nelle aree delimitate dalle strisce blu ed espone sul cruscotto il tagliando a tempo emesso dal parcometro e laddove lasci l’auto per un orario superiore a quello indicato, non infrange alcuna norma del Codice della Strada, quindi non è soggetto a contravvenzione ma solo al “recupero del credito per il lasso orario di parcheggio non pagato”. In pratica, il possessore del tagliando scaduto avrebbe diritto a sanare la sua situazione debitoria con una integrazione monetaria. Siamo nel campo della inadempienza contrattuale che implica il semplice saldo della tariffa non corrisposta, le spese per la ricerca del proprietario e l’eventuale applicazione di una penale proporzionata comunque all’importo non pagato. 

A Tricase, a chi lascia la vettura nei parcheggi a strisce blu, dopo che il ticket è scaduto, si ritrova con una contravvenzione di 25 euro; in alternativa si può ricorrere al Prefetto o al Giudice di Pace con i costi annessi quando non decida di pagare usufruendo dello sconto  del 30% nei cinque giorni (opzione, quest’ultima, che finisce per essere la più praticata). “Non è di poco conto -spiega l’avvocato Nunzio Dell’Abate, capogruppo di minoranza al Consiglio comunale di Tricase- la differenza che sussiste se si è chiamati a pagare a titolo di penale di un contratto oppure a titolo di contravvenzione. Nel primo caso, infatti, il recupero della somma non corrisposta avviene tramite l’ordinaria azione legale; nel secondo, invece, attraverso l’azione coattiva per mancato pagamento della sanzione amministrativa che termina con la cartella esattoriale di Equitalia. E di questo ‘privilegio’ molte Amministrazioni non intendono disfarsi”.

 

M. Maddalena Bitonti